Pellegrino Matarazzo ha deciso di adottare una strategia di gestione della rosa estremamente dinamica per far fronte a un inizio di stagione frenetico e ricco di impegni. In soli diciotto giorni, la Real Sociedad ha dovuto affrontare ben cinque partite ufficiali, una frequenza che ha costretto il tecnico di origini statunitensi ad attingere a piene mani da tutto l'organico a sua disposizione. Complessivamente, sono stati ventiquattro i calciatori scesi in campo in questo breve lasso di tempo, di cui ventidue appartenenti alla prima squadra e due provenienti dal Sanse, la formazione riserve del club basco. Questa scelta non è dettata esclusivamente dalla necessità, ma riflette una precisa filosofia tattica: ben diciotto elementi diversi sono stati schierati come titolari almeno una volta, dimostrando che nessuno, all'interno dello spogliatoio di San Sebastián, può considerarsi una semplice comparsa in un'annata che vedrà il club impegnato su quattro fronti diversi.
Il percorso è iniziato con il debutto stagionale allo stadio de La Cartuja, dove Matarazzo ha presentato un undici iniziale composto da Remiro tra i pali, protetto da una linea difensiva con Aramburu, Jon Martín, Zubeldia e Sergio Gómez. A centrocampo e in attacco hanno trovato spazio Soler, Herrera, Kubo, Sucic, Barrenetxea e la punta Óskarsson. Già in quella occasione, i cambi sono stati decisivi con gli ingressi di Mikel Oyarzabal, Álex Marchal, Aihen Muñoz, Turrientes e Zakharyan. La vera sorpresa è arrivata però nella prestigiosa cornice del Santiago Bernabéu contro il Real Madrid, dove il tecnico ha rimescolato le carte inserendo dal primo minuto Ochieng e il giovane Luken Beitia, quest'ultimo vera scommessa del vivaio, mentre l'attaccante Gonçalo Guedes ha potuto finalmente collezionare i suoi primi minuti con la maglia biancoblu subentrando a gara in corso per dare freschezza al reparto offensivo.
La gestione dei carichi di lavoro è proseguita nelle sfide successive, con la prima vittoria stagionale arrivata per 2-1 contro l'Espanyol alla terza giornata. In quell'occasione, Matarazzo ha potuto riabbracciare Jon Gorrotxategi, rimasto ai box per tutta l'estate a causa di problemi fisici che ne avevano rallentato la preparazione. Dopo il pareggio a reti bianche contro il Celta Vigo, la quinta giornata contro l'Elche ha portato ulteriori novità tattiche e di formazione che hanno sorpreso gli addetti ai lavori. Tra i pali si è visto Unai Marrero al posto del titolare inamovibile, mentre in difesa ha debuttato dal primo minuto Mamadou Sarr. Anche Héctor Fort e Jon Pacheco hanno trovato spazio partendo dalla panchina, confermando la tendenza del tecnico a non voler sovraccaricare i titolari abituali, nonostante le assenze pesanti per infortunio di Álvaro Odriozola e Pablo Marín che limitano parzialmente le opzioni difensive sulle fasce.
Nonostante l'ampio ricorso al turnover, alcuni elementi cardine sembrano essere diventati imprescindibili per l'equilibrio tattico della squadra basca. Giocatori come Aramburu, Sergio Gómez e il capitano Mikel Oyarzabal hanno infatti partecipato a tutti e cinque gli incontri disputati finora, accumulando un minutaggio che potrebbe rivelarsi rischioso nel lungo periodo se non gestito con estrema cautela. Matarazzo ha commentato positivamente la capacità della squadra di adattarsi alle diverse situazioni, sottolineando come sia fondamentale ottenere risultati positivi anche quando si è costretti a giocare con un uomo in meno o in condizioni di emergenza numerica. La sfida per la Real Sociedad sarà ora quella di mantenere alta l'intensità agonistica in tutte le competizioni, sperando che la profondità della rosa e l'integrazione costante dei giovani del Sanse possano sopperire alla stanchezza derivante da un calendario che non concede tregua tra campionato e coppe europee.



















