Prosegue il braccio di ferro tra la Football Association e il mondo della politica britannica sulla gestione della diversità nel calcio inglese. Suella Braverman, portavoce per le Pari Opportunità del partito Reform UK ed ex ministro dell'Interno conservatrice, ha inviato martedì una lettera all'amministratore delegato della FA Mark Bullingham chiedendo l'abbandono della strategia di inclusione (EDI) che prevede di raggiungere il 30% di tecnici provenienti da background etnici diversi negli staff della nazionale inglese entro il 2028.

Nella sua comunicazione resa pubblica attraverso un post su X, Braverman ha definito l'iniziativa "assurda" e "profondamente razzista", sostenendo che le scelte tecniche dovrebbero basarsi unicamente sul merito e sulle competenze professionali, indipendentemente dall'etnia. "I migliori allenatori devono ottenere il posto per le loro capacità, non per il colore della pelle" ha scritto la politica, accusando la federazione di praticare una forma di "tokenismo" dannosa per il calcio.

La risposta della FA non si è fatta attendere. Un portavoce ufficiale della federazione ha riaffermato con fermezza l'importanza della propria strategia di diversità e inclusione, sottolineando che l'obiettivo è garantire che il calcio inglese "rispecchi pienamente la varietà della nazione". Secondo la federazione, il programma non si limita a fissare quote numeriche, ma intende aprire nuove opportunità e creare percorsi formativi accessibili per talenti provenienti da tutti gli ambienti sociali e culturali, inclusi coloro che storicamente hanno avuto minori possibilità di accesso alle posizioni di comando.

Braverman, che ha lasciato il Partito Conservatore dopo 24 anni di militanza per aderire a Reform UK a gennaio, ha definito la politica della FA "fondamentalmente difettosa" e contraria ai principi meritocratici. La controversia si inserisce in un dibattito più ampio sulle politiche di diversità nel calcio professionistico britannico, dove il tema delle rappresentanze etniche continua a dividere istituzioni sportive e ambienti politici.