La FIFA sta cercando di convincere l'amministrazione Trump a fare eccezioni per il prossimo Mondiale che si svolgerà negli Stati Uniti. Il nodo della questione riguarda il nuovo 'Visa Bond Pilot Program', un programma lanciato dall'attuale governo americano che entrerà in vigore il 2 aprile prossimo e interesserà cittadini di 50 paesi.

Secondo le nuove direttive, i nazionali di questi paesi che desiderano entrare negli Stati Uniti con visti commerciali o turistici (categorie B-1 e B-2) dovranno pagare un deposito cauzionale fino a 15.000 dollari, equivalenti a circa 11.200 sterline. Una misura che, seppur pensata per normali viaggiatori, creerebbe disagi significativi in vista dell'evento calcistico internazionale di maggior rilievo.

Del gruppo di 50 nazioni interessate dal programma, ben cinque hanno già staccato il biglietto per il torneo dell'estate 2026: Senegal, Tunisia, Algeria, Capo Verde e Costa d'Avorio. Queste delegazioni, insieme ai loro sostenitori, rischierebbero dunque di dover affrontare questa procedura burocratica e oneri economici non previsti. Secondo quanto riferito dall'Athletic, la FIFA sta premendo affinché il governo americano introduca delle deroghe per calciatori, allenatori, staff tecnico ed esponenti federali delle nazioni colpite.

Attualmente, il programma non contempla alcuna procedura ufficiale per richiedere l'esenzione da questi obblighi. Lo Stato Dipartimento americano ha tuttavia dichiarato di continuare a collaborare attivamente con la FIFA, affermando che 'le regole, le politiche e le procedure per il rilascio dei visti sono stabilite a Washington e il governo statunitense rimane fermamente impegnato a supportare quello che sarà il più grande Mondiale della storia'.

La rassegna iridata, organizzata congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Messico, rappresenta un evento senza precedenti per il calcio nordamericano. L'Inghilterra, sotto la guida di Thomas Tuchel, è tra le 48 nazionali che si contenderanno il titolo mondiale tra pochi mesi. Le negoziazioni tra FIFA e governo statunitense proseguiranno nei prossimi giorni per trovare una soluzione che non penalizzi le squadre e le tifoserie interessate.