La Fiorentina ha deciso di cambiare rotta in modo drastico e improvviso, sollevando Fabio Grosso dall'incarico di allenatore della prima squadra. Quella che sembrava una conferma, almeno fino alla delicata sfida contro il Napoli e alla successiva sosta per le nazionali, è naufragata definitivamente in una concitata serata domenicale. Intorno alle ore 22:00, un durissimo confronto telefonico tra il tecnico e il dirigente Fabio Paratici ha segnato il punto di non ritorno per il rapporto professionale. Grosso ha espresso apertamente forti perplessità sulla qualità della rosa a disposizione e sulle scelte operate durante la sessione estiva di calciomercato, citando in particolare la cessione di Moise Kean come un elemento critico per le ambizioni del club. Di fronte a questa palese sfiducia verso il progetto tecnico e alla mancanza di dimissioni spontanee, la società viola, con l'avallo della famiglia Commisso, ha optato per l'esonero immediato.
Al posto del tecnico campione del mondo 2006, la dirigenza toscana ha deciso di affidarsi a una vecchia conoscenza del club: Paolo Vanoli. L'allenatore varesino, che aveva già guidato la squadra nella scorsa stagione subentrando a Stefano Pioli e portandola a una salvezza fondamentale, ha varcato nuovamente i cancelli del Viola Park intorno a mezzogiorno di ieri. Chi ha avuto modo di incrociarlo lo ha descritto come estremamente carico e privo di qualsiasi desiderio di rivalsa per non essere stato confermato inizialmente tre mesi fa, quando la società aveva preferito puntare proprio su Grosso. Vanoli torna con l'obiettivo primario di elevare il livello del lavoro già svolto in precedenza, cercando di dare un'anima a un gruppo che, in questo avvio di campionato, è apparso smarrito e decisamente lontano da un rendimento accettabile.
Le condizioni del nuovo accordo tra Vanoli e la Fiorentina riflettono una chiara volontà di programmazione a lungo termine che era mancata nel precedente rapporto di collaborazione. Se lo scorso anno il tecnico aveva accettato un contratto a termine fino a giugno senza particolari opzioni di rinnovo, questa volta ha siglato un impegno biennale che scadrà nel 2026. Lo stipendio pattuito si aggira intorno agli 1,2 milioni di euro a stagione, una cifra che soddisfa pienamente le richieste dell'allenatore e lo pone al centro del nuovo corso tecnico voluto dal triumvirato dirigenziale composto da Ferrari, Paratici e Goretti. La firma ufficiale è arrivata nella giornata di ieri, dopo che i dettagli economici erano stati definiti verbalmente durante la notte, accelerando una successione che fino a poche ore prima non sembrava affatto scontata.
La sfida che attende Vanoli è impegnativa ma, rispetto alla sua precedente esperienza fiorentina, gode di un vantaggio temporale non indifferente per incidere sulla squadra. Il campionato è giunto solo alla terza giornata, a differenza della passata stagione quando subentrò all'undicesimo turno in una situazione di classifica quasi compromessa. Senza l'impegno delle competizioni europee, il tecnico potrà concentrarsi esclusivamente sulla Serie A per cercare di risalire la china e rimotivare calciatori che finora hanno reso molto al di sotto delle loro reali potenzialità. Resta l'amaro in bocca per l'esperimento fallito con Grosso, che conferma le difficoltà incontrate da molti protagonisti del Mondiale 2006 nel passaggio alla panchina, ma la piazza viola ora chiede stabilità e risultati immediati per non compromettere definitivamente l'intera annata sportiva.



















