La giustizia britannica ha colpito duramente gli abusi razzisti nel mondo del calcio. Un sessantenne originario di Great Harwood, nel Lancashire, è stato condannato dal tribunale di Blackburn con una sentenza di sei settimane di carcere sospese per dodici mesi. La colpa? Aver pubblicato messaggi offensivi e discriminatori contro Jess Carter, difensore della nazionale inglese, attraverso un account TikTok registrato con lo pseudonimo Bogeyman.

I fatti risalgono all'estate scorsa, durante il torneo Uefa Women's Euro 2025 disputato in Svizzera. L'uomo, che secondo le testimonianze era in stato d'ebbrezza al momento dei fatti, aveva risposto a un articolo che documentava gli insulti razzisti subiti da Carter in seguito alle partite dell'Inghilterra contro Francia e Svezia. Nei suoi post aveva scritto commenti decisamente offensivi, criticando il calcio femminile e includendo messaggi con contenuti razzisti e discriminatori, utilizzando inoltre un linguaggio volgare e grammaticalmente scorretto.

Gli investigatori hanno tracciato i messaggi fino all'autore, portando all'arresto e all'incriminazione. In tribunale, l'imputato ha riconosciuto la propria colpevolezza per aver inviato messaggi gravemente offensivi attraverso una rete di comunicazione pubblica. La sentenza rappresenta un segnale importante nella lotta ai fenomeni di discriminazione online che affliggono lo sport.

Carter, ventottenne attualmente in forza al Gotham FC americano, è stata una protagonista fondamentale della spedizione vincente dell'Inghilterra ai Europei. Durante il torneo, la calciatrice aveva annunciato di volersi allontanare dalla gestione dei propri profili social per tutelare la propria salute mentale, proprio a causa degli attacchi discriminatori ricevuti. Nonostante ciò, ha sceso in campo nella finale contro la Spagna, che si è conclusa sull'1-1 dopo i tempi regolamentari. Le Lionesse hanno poi trionfato ai rigori con il risultato di 3-1, confermandosi campionesse d'Europa dopo il successo di tre anni prima.

Questa condanna si inserisce nel più ampio dibattito sulla necessità di contrastare gli insulti razzisti sui social media, un fenomeno che continua a colpire calciatrici e calciatori, soprattutto in occasione di grandi competizioni internazionali.