La FIFA ha dovuto fare un'eccezione alle proprie regole in vista della Coppa del Mondo 2026, che scatterà il prossimo 11 giugno. A costringere l'organismo calcistico mondiale a piegarsi è stato uno dei 16 stadi che ospiteranno le partite del torneo: il Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, negli Stati Uniti.

Secondo le linee guida della FIFA, tutte le strutture coinvolte devono coprire o nascondere i marchi aziendali visibili dall'alto, compresi i loghi e le scritte presenti sui tetti. L'obiettivo è proteggere l'esclusività dei diritti degli sponsor ufficiali della manifestazione e garantire una pulizia visiva degli spazi intorno ai campi. Una norma ferrea, almeno fino a pochi giorni fa.

Il problema dello stadio di Atlanta è però di natura strutturale. Il celebre logo Mercedes che domina il tetto dell'impianto è composto da otto giganteschi pannelli interlacciati e mobili, ognuno dei quali pesa 500 tonnellate e misura 220 piedi di lunghezza. Rimuoverlo o coprirlo senza compromettere l'integrità della struttura è risultato praticamente impossibile. Adam Fullerton, vicepresidente operativo dello stadio, aveva ammesso lo scorso anno che questa questione gli avrebbe causato molte "notti insonni".

Dopo 18 mesi di trattative intense, la FIFA ha finalmente trovato il compromesso. L'organizzazione ha deciso di concedere un'esenzione speciale al Mercedes-Benz Stadium, permettendo al logo di rimanere visibile durante il torneo. Una dichiarazione ufficiale della FIFA ha sottolineato come l'organismo lavori "a stretto contatto con le autorità degli stadi e le città ospitanti per implementare questi requisiti considerando le caratteristiche infrastrutturali e operative uniche di ogni struttura". L'organizzazione ha inoltre precisato di non commentare gli accordi specifici relativi ai singoli impianti.

La notizia dell'eccezione arriva a pochi mesi dall'inizio del più grande evento calcistico del pianeta. I 16 stadi coinvolti sono distribuiti tra gli Stati Uniti (11 impianti), il Messico (3) e il Canada (2). Nel 2025, durante la Coppa del Mondo per Club, nessun problema simile era stato registrato, grazie ai contratti standard di locazione stipulati con le strutture ospitanti.