Paolo Bonolis, celebre conduttore televisivo e tifoso nerazzurro, ha rilasciato dichiarazioni a Sky Sport in cui ha affrontato due temi caldi: la qualificazione dell'Italia ai Mondiali e il dibattito scaturito dal comportamento di Alessandro Bastoni nel big match tra Inter e Juventus.
La Nazionale di Gattuso si appresta a disputare domani la semifinale dei playoff mondiali contro l'Irlanda del Nord, con l'accesso al torneo iridato in palio. Bonolis non ha dubbi sul dovere della squadra italiana: «Dobbiamo assolutamente qualificarci ai Mondiali dopo aver mancato le ultime due edizioni. È una questione di gloria nazionale». Tuttavia, il conduttore ha aggiunto una considerazione realista: qualora gli azzurri non riuscissero a superare avversari come Bosnia e Irlanda del Nord, sarebbe giusto rinunciare al Mondiale piuttosto che affrontarlo senza meritarlo.
Riguardo al commissario tecnico Rudi Gattuso, Bonolis ha espresso stima per le qualità umane e caratteriali del tecnico calabrese: «Ha una determinazione e una grinta che chiunque pratica sport invidierebbe. Non abusa della sua forza caratteriale, la distribuisce con intelligenza. Tatticamente saprà adattarsi agli avversari». Il conduttore ha anche sottolineato l'importanza del ricambio generazionale in corso, con molti giovani che giocheranno il loro primo grande appuntamento internazionale.
Ma è sul caso Bastoni che Bonolis ha voluto fare chiarezza. L'accaduto durante Inter-Juve rappresenta, secondo lui, un fenomeno ordinario nel calcio moderno: «Una simulazione banale, ne abbiamo viste tante». Il vero problema, sostiene, non è l'azione in sé bensì il clima mediatico contemporaneo: «Viviamo un'epoca dove tutto è esasperato: qualunque cosa è incredibile oppure inesistente, straordinaria o un fallimento. Abbiamo perso il senso dell'ordinario». Bonolis critica dunque il livello mediatico attuale che non consente agli atleti di commettere errori senza essere immediatamente travolti dalle polemiche su social, giornali e televisioni. «In un clima così partigiano come quello del calcio, nessuno può permettersi di sbagliare senza subire conseguenze sproporzionate» ha concluso.

















