Dazn si prepara a scrivere un nuovo capitolo nella storia della trasmissione del calcio italiano. La piattaforma di streaming, che dal 2018 trasmette la Serie A nelle case degli italiani, trasmetterà tutte le 104 partite della Coppa del Mondo 2026, che si giocherà negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. Un'operazione che rappresenta un salto di qualità significativo per il settore dello sport in streaming nel nostro Paese, con la sfida aggiuntiva di affrontare il fenomeno della pirateria digitale.
A illustrare la strategia è Stefano Azzi, amministratore delegato di Dazn Italia da quattro anni, che ha costruito il suo approccio su tre pilastri: investire, intrattenere e innovare. «Con lo streaming il calcio è davvero a portata di mano», spiega Azzi, sottolineando come la fruizione del contenuto sportivo sia radicalmente cambiata negli ultimi anni. L'Italia, inizialmente non completamente digitalizzata quando Dazn è arrivata nel mercato italiano, ha compiuto un percorso infrastrutturale significativo. Oggi, secondo Azzi, gli spettatori non sono più fruitori passivi: interagiscono con altri tifosi durante le partite, chattano con i campioni, partecipano attivamente all'evento.
Gli abbonati si troveranno di fronte a un'offerta completa, con approfondimenti, racconto integrale del torneo e uno show costruito prima, durante e dopo ogni partita. Il Mondiale sarà incluso nei principali pacchetti già attivi, come la formula "Full" e "Family", e sarà trasmesso anche nei locali pubblici. Questo investimento si inserisce in un percorso iniziato con il Mondiale per Club e rappresenta il frutto di negoziazioni complesse sui diritti della rassegna con la Fifa, che metterà a disposizione ulteriori contenuti tramite la piattaforma Fifa+.
Per quanto riguarda la pirateria, Azzi sorprende affermando che il fenomeno non è principalmente legato ai prezzi degli abbonamenti. Una dichiarazione che contesta il dibattito pubblico sulla questione: quando Dazn aumentò i costi nel 2022, le piattaforme illegali fecero altrettanto, e quando l'azienda ha adottato promozioni speciali, la situazione non è cambiata significativamente. Il vero nodo da sciogliere, quindi, non sarebbe economico ma culturale e strutturale.
Con uno sguardo più personale, Azzi ricorda come il Mondiale rappresenti per lui un «primo amore». Ha 13 anni nel 1982 quando i gol di Paolo Rossi diventano il suo battesimo al calcio. Oggi sostiene che la Nazionale unisce meno rispetto al passato, poiché gli italiani si dividono in base alle loro squadre del cuore e alle loro abitudini consolidate. Tuttavia, l'occasione del Mondiale rappresenta un momento potenziale di riunificazione: «Domani saremo tutti a Bergamo a tifare», afferma l'amministratore delegato, immaginando uno scenario in cui l'Italia potrebbe qualificarsi al torneo.

















