La Fifa ha deciso di allargare il portafoglio destinato ai club professionisti in occasione del Mondiale 2026. L'organismo internazionale, tramite un accordo siglato nel 2023 tra il presidente Gianni Infantino e Nasser Al Khelaifi (numero uno dell'Associazione Europea dei Club), ha incrementato sensibilmente il "Fifa Club Benefits Programme". L'importo complessivo destinato alle società calcistiche balzerà da 209 milioni di dollari (cifra erogata in Qatar) a 355 milioni per la competizione che si terrà in Canada, Stati Uniti e Messico: un aumento superiore al 70 per cento, pari a 146 milioni di dollari aggiuntivi.

Il meccanismo di distribuzione delle risorse segue un principio semplice ma vantaggioso per i club europei: ogni società che schiera almeno un calciatore nel torneo mondiale riceve un compenso economico, a prescindere dal cammino della nazionale di appartenenza. La compensazione riguarda sia le fasi di qualificazione che i playoff, e consiste in un rimborso giornaliero per ogni giocatore impegnato nelle competizioni azzurri, considerando sia i giorni di preparazione che quelli di effettive partite. In Qatar, questa indennità era fissata a diecimila dollari al giorno per atleta (circa 8.500 euro): la cifra dovrebbe aumentare per l'edizione nordamericana.

L'Inter rappresenta un caso studio emblematico di quanto i club possano beneficiare dalla partecipazione italiana. La società meneghina porterebbe al Mondiale ben cinque giocatori: Alessandro Bastoni, Federico Dimarco, Davide Frattesi, Nicolò Barella e Pio Esposito, tutti nelle liste di Gennaro Gattuso. Calcolando un lasso temporale di circa trenta giorni tra la fase preparatoria e la disputa dei gironi, la Beneamata incasserebbe una cifra minima superiore al milione di euro, a condizione che la nazionale italiana centri la qualificazione.

Se lo scenario vede l'Italia protagonista nella competizione iridata, l'intero campionato italiano potrebbe trarre vantaggi economici considerevoli. Si stima che la Serie A ricaverebbe una quota compresa tra i 7 e gli 8 milioni di euro, da ripartire fra le 26 società che contano calciatori nelle rose nazionali. Un ulteriore incentivo, quindi, per le squadre italiane a trattenere in organico i propri migliori talenti in vista della corsa verso il Mondiale nordamericano.