L'Italia calcistica possiede un vantaggio invisibile ma straordinario in vista dei Mondiali 2026: una diaspora di circa 20 milioni di persone di origine italiana distribuite tra Stati Uniti e Canada, pronte a trasformare gli stadi nordamericani in una seconda casa azzurra. Non è giocare in trasferta come tutte le altre nazionali, e gli uomini di Gattuso ne sono consapevoli. Prima di sognare però bisogna superare gli ostacoli immediati: l'Irlanda del Nord domani sera al Gewiss Stadium di Bergamo e, potenzialmente, il Galles martedì, nella corsa verso la qualificazione al torneo mondiale.

Secondo i dati demografici più recenti, gli italoamericani negli Stati Uniti ammontano a 17,3 milioni di persone, anche se alcune fonti indicano un numero che si avvicina ai 20 milioni, rappresentando il quarto gruppo etnico di provenienza europea dopo tedeschi, irlandesi e inglesi. Ma non è solo una questione di numeri storici: la comunità contemporanea è costituita da giovani imprenditori pronti a investire, docenti universitari, scienziati e ricercatori che hanno contribuito a importanti scoperte soprattutto nei settori dell'informatica e della tecnologia avanzata. Un'Italia che non ha mai smesso di tifare per la propria terra d'origine.

Toronto rappresenta una delle piazzeforti della presenza italiana nel continente nordamericano. Il censimento canadese del 2021 ha contato 468.970 italocanadesi nella Grande Toronto e 444.755 nell'area metropolitana, consolidando la città come uno dei principali insediamenti della comunità tricolore al mondo, dopo San Paolo, Buenos Aires e New York. La città ospita due quartieri simbolo: lo storico Little Italy su College Street West, dove è stata realizzata la prima Walk of Fame italiana, e il distretto di Corso Italia (parte di St. Clair Avenue West), nato negli anni Settanta, con i suoi negozi di abbigliamento, ristoranti, bar e panifici. Non è dimenticato l'evento leggendario del 1982, quando oltre 300mila persone scesero in strada per celebrare la vittoria mondiale di Bearzot, occupando quasi venti isolati della città.

Neanche la California rimane indietro: la costa occidentale vanta oltre 1,4 milioni di persone di origine italiana, e Los Angeles in particolare mantiene una comunità significativa nei quartieri di Lincoln Heights, Alhambra e Montebello, oltre che nel Fashion District del centro cittadino, dove l'industria della moda ha sempre avuto una forte impronta italiana. San Pedro completa il quadro di una presenza diffusa e radicata.

Per questo motivo la sfida di domani contro l'Irlanda del Nord assume un significato che va oltre il semplice calcio. La qualificazione ai Mondiali 2026 non significherebbe solo una vittoria sportiva, ma l'opportunità di regalare alla diaspora italiana d'oltreoceano la festa che da decenni non vive pienamente. Gattuso e i suoi devono riuscire a mantenere viva questa speranza, superando prima gli ostacoli europei.