Tornare al Mondiale non è soltanto una questione di orgoglio nazionale. Per la Federcalcio italiana rappresenta anche un'iniezione economica fondamentale. L'accesso alla kermesse iridata prevista in Nord America nel 2026 garantirebbe alla Figc un assegno da 10,5 milioni di dollari già al primo turno: 1,5 milioni per la preparazione e 9 per la partecipazione al girone. A questi vanno aggiunti gli effetti positivi derivanti dai partner commerciali e dai bonus degli sponsor, che farebbe lievitare il totale fino a 20 milioni senza considerare gli eventuali passaggi alle fasi successive. Una cifra non trascurabile considerando che gli ultimi due mancati accessi ai Mondiali, nel 2018 e nel 2022, avevano generato perdite finanziarie tra gli 8 e i 40 milioni di euro.

Il presidente Gabriele Gravina ha lavorato negli ultimi quattro anni per ridurre la dipendenza economica della Federazione dalle prestazioni della nazionale. Il bilancio preventivo per il 2026, approvato dal Consiglio Federale a fine gennaio, prevede una perdita contenuta di 6,6 milioni nel malaugurato caso di eliminazione ai playoff. Lo stesso Gravina aveva sottolineato che "molto dipenderà dalla qualificazione al Mondiale, perché avrebbe ovviamente un impatto assai positivo sul budget". Grazie al rilancio del piano commerciale 2023-2026, gli introiti da pubblicità e sponsor sono passati da 70,8 milioni nel 2023 a oltre 81 milioni nel 2024, rappresentando il dato record della Federazione.

La dimensione economica del Mondiale 2026 è senza precedenti. La Fifa ha previsto un montepremi di 655 milioni di dollari, il 50% in più rispetto all'edizione qatariota del 2022, per un totale di 48 nazionali qualificate. La competizione si svolgerà per la prima volta in tre paesi diversi - Stati Uniti, Canada e Messico - creando un indotto turistico straordinario. Solo nella Grande Toronto, dove l'Italia di Gattuso affronterebbe i padroni di casa il 12 giugno, risiedono quasi 469mila italiani o canadesi di origini italiane, secondo il censimento 2021.

Un'opportunità che potrebbe portare l'Italia a superare gli ostacoli già alle fasi successive. Nel girone con Canada, Qatar e Svizzera, il passaggio ai sedicesimi non è affatto impossibile: un obiettivo che comporterebbe due milioni di dollari aggiuntivi in premi. La Federcalcio italiana, intanto, continua a rafforzare le proprie entrate anche dal merchandising. Nel gennaio 2023, poco dopo l'esclusione dal Qatar e nonostante il trauma di Wembley, la Figc ha chiuso un accordo pluriennale con Adidas: la casa tedesca fornisce una delle royalty più alte tra tutte le federazioni mondiali, pari a 35 milioni annui fino al 2030. Solo nel 2024, il merchandising azzurro ha generato 34,4 milioni di ricavi, dimostrando come il bacino di tifosi italiani rappresenti un valore commerciale straordinario indipendentemente dai risultati sportivi.