La gestione commerciale della Coppa del Mondo 2026 continua a far discutere e stavolta a finire nel mirino sono proprio i prezzi dei biglietti. Tifosi e organizzazioni che tutelano i diritti dei consumatori hanno deciso di presentare una denuncia formale presso la Commissione Europea, puntando il dito contro le politiche tariffarie della Fifa e del suo presidente Gianni Infantino. Al centro della polemica ci sono i "prezzi dinamici" applicati per accedere alle partite della rassegna mondiale che si svolgerà in Canada, Messico e Stati Uniti.
Nel mirino della critica c'è soprattutto il costo dei biglietti per l'atto conclusivo del torneo. La finale è programmata per il 19 luglio presso lo stadio New York New Jersey e rappresenterà l'ultimo appuntamento di un Mondiale già caratterizzato da dimensioni senza precedenti. Con il nuovo formato a 48 squadre, infatti, la competizione prevede la disputa di ben 104 partite, un numero considerato eccessivo da molti osservatori.
A sorprendere – e indignare – è soprattutto il costo del tagliando più "economico" disponibile per la finale. Secondo i dati attuali, il prezzo minimo stabilito dalla Fifa corrisponde a 4.185 dollari, che al cambio odierno equivalgono a circa 3.616 euro. Una cifra stratosferica che rende l'accesso alla partita praticamente impossibile per la stragrande maggioranza degli appassionati, trasformando quello che dovrebbe essere lo sport più popolare del pianeta in un evento riservato esclusivamente ai ceti più abbienti.
La decisione della Fifa di ricorrere a sistemi di prezzi variabili in base alla domanda rappresenta una scelta controversa, volta a massimizzare i ricavi ma che penalizza gravemente il pubblico tradizionale. I ricorsi alle autorità europee puntano a evidenziare come queste pratiche tariffarie potrebbero costituire una violazione dei diritti dei consumatori e della corretta concorrenza nel settore dello sport professionistico.

















