A pochi mesi dall'inizio del Mondiale 2026, che si disputerà tra Stati Uniti, Messico e Canada, la FIFA finisce nel mirino delle istituzioni europee. Le associazioni Euroconsumers e Football Supporters Europe (FSE) hanno infatti presentato un reclamo formale alla Commissione europea, accusando l'organismo calcistico internazionale di violare l'articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, norma che mira a contrastare gli abusi di posizione dominante nei mercati.

Al centro della controversia c'è il sistema di determinazione dei prezzi adottato dalla FIFA, in particolare la pratica del "dynamic pricing", che vede i costi dei biglietti aumentare quando la domanda è elevata e diminuire nei periodi di minore interesse. Una strategia che ha scatenato polemiche tra i tifosi europei, già indignati dai prezzi considerati eccessivi per l'edizione del prossimo torneo mondiale.

"Il calcio è una passione universale, ma la FIFA lo tratta come un bene di lusso esclusivo sfruttando il suo monopolio assoluto sulla vendita dei biglietti mondiali", ha dichiarato Marco Scialdone, responsabile del contenzioso di Euroconsumers. "Con l'imposizione di prezzi opachi, tecniche di pressione psicologica sui compratori e commissioni di rivendita esorbitanti, la FIFA mette un carico finanziario ingiusto sulle spalle di milioni di tifosi europei. Chiediamo alla Commissione di intervenire immediatamente con misure cautelative per bloccare queste pratiche sfruttative prima che inizi il torneo del 2026".

La FIFA ha replicato attraverso un portavoce ufficiale, asserendo di essere venuta a conoscenza delle dichiarazioni relative a un presunto reclamo, ma di non aver ancora ricevuto formalmente la denuncia. "Per questo motivo, non siamo in grado di commentare ulteriormente in questa fase", ha affermato. L'organizzazione ha sottolineato il suo impegno nel garantire un accesso equo al calcio per tifosi attuali e potenziali, ribadendo che come ente no-profit reinveste tutti i ricavi derivanti dalla Coppa del Mondo per promuovere lo sviluppo del calcio maschile, femminile e giovanile nelle sue 211 federazioni affiliate.

In precedenza, il presidente Gianni Infantino aveva più volte difeso i prezzi dei biglietti per il prossimo Mondiale, giustificando le scelte commerciali della FIFA. A fine anno scorso, l'organismo ha annunciato l'introduzione di biglietti a 60 dollari (circa 44,90 euro), destinati a rappresentare il 10% della disponibilità complessiva di tagliandi messi in vendita.