Fabio Cannavaro ha già realizzato il suo sogno più grande quando ha sollevato il trofeo mondiale nel 2006 da capitano dell'Italia. Oggi si appresta a vivere una sfida completamente diversa, guidando l'Uzbekistan verso il Mondiale 2026. L'ex difensore di Real Madrid e Juventus ha accettato l'incarico lo scorso agosto, dopo una visita nel paese per disputare una partita di Legends che gli ha permesso di scoprire le potenzialità locali e le ambizioni della federazione calcistica.

L'Uzbekistan ha compiuto un'impresa storica qualificandosi per la prima volta a una Coppa del Mondo, un traguardo che ha riempito di orgoglio l'intera nazione. I «Lupi Bianchi» sono stati inseriti in un girone affascinante insieme a Colombia e Portogallo, oltre al vincente del percorso di qualificazione che coinvolge Congo, Giamaica e Nuova Caledonia. Cannavaro ha sottolineato come il carattere del popolo uzbeko sia la vera risorsa della squadra: «L'Uzbekistan è una nazione di combattenti che non si arrende mai. La passione per lo sport è enorme, soprattutto per gli sport da combattimento come la boxe, dove il paese è spesso primo nel ranking mondiale. Questo riflette la determinazione dei nostri giocatori».

L'allenatore ha chiarito la sua filosofia nel preparare la squadra: «Ripeto sempre ai miei calciatori che per la prima volta giocherete un Mondiale e non avete nulla da perdere. Affrontate ogni partita con massima serenità, divertitevi il più possibile, e se sentite ansia, che sia positiva». Questo approccio mentale sarà fondamentale per una squadra giovane che mira a fare un percorso sorprendente sulla scena mondiale.

Tra i volti più noti della delegazione spicca Abdukodir Khusanov, difensore del Manchester City, che rappresenterà uno dei giocatori di maggior spessore internazionale della rosa uzbeka. Il merito del successo qualitativo della squadra va tuttavia attribuito anche all'infrastruttura calcistica costruita nel paese negli ultimi anni. L'Uzbekistan ha investito enormemente nello sviluppo delle accademie giovanili e nei collegamenti con i principali club europei, creando un percorso strutturato per i giovani talenti. Arsène Wenger, Chief of Global Development della FIFA, ha pubblicamente elogiato le strutture sportive uzbeke, definendole tra le migliori che abbia mai visto e riconoscendo al paese una chiara traiettoria verso il successo di lungo termine.

Cannavaro ha spiegato cosa lo ha convinto ad accettare questa avventura: «La federazione cercava un commissario tecnico con esperienza internazionale. Ho visitato le strutture, il nuovo centro sportivo bellissimo e moderno, e ho compreso il desiderio di aprirsi al mondo. Mi ha colpito soprattutto il lavoro meticoloso nelle accademie con i giovani calciatori, vero cuore del progetto. Grazie a questi ragazzi, la squadra continuerà a crescere nel tempo. Ho visto entusiasmo, ambizione e capacità organizzativa nella federazione e nella sua leadership: tutto ciò che serve per emergere».