È tutto fuorché una semplice espansione. La NBA Europe rappresenta una trasformazione radicale del modello cestistico europeo, con un nuovo sistema di franchigie che potrebbe richiedere investimenti tra i 500 milioni e il miliardo di euro per ogni licenza. Non si parla di ritorni rapidi, ma di una visione generazionale che la lega americana intende sviluppare nei prossimi decenni, trasformando il basket continentale da sport tradizionale a industria globale dell'intrattenimento.

La scadenza delle offerte non vincolanti è ormai alle porte: il 31 marzo rappresenta il momento decisivo per chiunque voglia partecipare a questa operazione. Attorno al progetto gravitano nomi di peso considerevole: Oaktree (il fondo proprietario dell'Inter), RedBird (il gruppo legato a Gerry Cardinale e al Milan) e l'Olimpia Milano. Le loro motivazioni, pur diverse, convergono verso un obiettivo comune di espansione e diversificazione nel settore dello sport europeo. Adam Silver, numero uno della NBA, ha chiarito senza ambiguità che questa non è un'operazione per chi cerca guadagni immediati, ma un investimento pensato per generare nuove entrate miliardarie da distribuire tra le 30 franchigie statunitensi, compensando così la diluizione dei ricavi dovuta all'espansione domestica.

Per RedBird il passo verso NBA Europe appare quasi naturale. Il fondo ha costruito la propria identità sull'intersezione tra sport, media e intrattenimento dal vivo, proprio quello che la NBA intende sviluppare in Europa. Dietro questa candidatura c'è anche il progetto dell'arena di San Donato, un'infrastruttura già in avanzato stato di elaborazione che combina vocazione sportiva e spettacolo, perfettamente allineata con le priorità della lega americana. La NBA considera infatti la costruzione e l'ammodernamento degli impianti un elemento strategico fondamentale per il successo della competizione europea.

Oaktree si muove invece su un registro più finanziario. La presenza di advisor di spessore come JPMorgan e Raine, che vantano consolidati rapporti con il fondo statunitense da anni di operazioni comuni negli Stati Uniti, ha certamente alimentato l'interesse verso NBA Europe. Questo spiega perché anche in casa Inter, società controllata da Oaktree, siano in corso valutazioni interne sulla possibile partecipazione al progetto. Per entrambi i fondi si tratta di un'opportunità per ampliare il proprio portafoglio italiano oltre al calcio, penetrando un mercato dello sport professionistico europeo in piena evoluzione.

L'Olimpia Milano, da parte sua, rappresenta il collegamento con la tradizione basket italiano, una squadra storica che potrebbe fungere da catalizzatore per una nuova visione della competizione continentale. La sinergia tra questi tre attori – un fondo globale con esperienza negli Stati Uniti, un gruppo mediale incentrato sull'intrattenimento e un club cestistico d'eccellenza – potrebbe configurarsi come una proposta competitiva di rilievo quando le offerte arriveranno sulla scrivania della NBA. I giochi rimangono ancora aperti, ma la battaglia per riscrivere il futuro del basket europeo è già cominciata.