Niccolò Pisilli non nasconde l'entusiasmo nel parlare della Nazionale italiana in vista dello spareggio mondiale contro l'Irlanda del Nord. Il giovane centrocampista della Roma, intervistato ai microfoni di Rai Sport, ripercorre le emozioni di chi ha visto i Mondiali del 2010 e del 2014 da spettatore e ora si ritrova a inseguire il sogno di parteciparvi da protagonista. «È una grande emozione e un motivo di orgoglio tornare in Nazionale», ha sottolineato il classe 2004, consapevole di attraversare un momento personale e collettivo particolarmente positivo.
Sul valore della squadra, Pisilli non ha dubbi: «Siamo un gruppo molto forte. Nel mio ruolo, tutti quelli che ci sono sono veramente forti, sennò non sarebbero qui». Il centrocampista ha manifestato una certa ammirazione verso alcuni compagni con cui condivide lo spogliatoio azzurro, menzionando in particolare Barella e Tonali. «Li ho sempre visti in tv, ora è una grande occasione poter imparare da loro», ha detto, evidenziando come la convivenza con calciatori di caratura internazionale rappresenti una preziosa opportunità di crescita.
Interpellato sul cambio di marcia che ha caratterizzato la sua stagione, Pisilli ha spiegato con pragmatismo: «All'inizio dell'anno giocavo poco, ma quando cambia allenatore è normale servire tempo per recepire le nuove idee. L'importante è farsi trovare pronto quando vieni chiamato in causa». L'arrivo di Gasperini sulla panchina giallorossa ha rappresentato un punto di svolta, con il minutaggio del giocatore notevolmente aumentato. Sulla filosofia tattica del tecnico bergamasco, noto per le richieste atletiche elevate, Pisilli riconosce l'impegno fisico: «Si corre parecchio, ma sono cose che trovi in campo. Fatichi, ma lo fai per te stesso e per performare meglio».
Riguardo al trasferimento dei principi di gioco tra club e nazionale, il centrocampista ha evidenziato come l'aggressività e il duello tattico, caratteristiche della Roma di Gasperini, possano integrarsi con il progetto di Gattuso. «Ogni mister ha le sue idee, cercherò di recepire al meglio quelle del ct», ha precisato, sottolineando l'importanza di un equilibrio tra incoscienza costruttiva e dedizione consapevole: «Dobbiamo avere la serenità di chi sa che con il 100% dell'impegno può raggiungere l'obiettivo».
Quando gli è stata posta la celebre domanda su cosa firmerebbe tra la qualificazione al Mondiale e l'accesso della Roma in Champions League, Pisilli non ha esitato: «Sì, firmerei». Una risposta che racchiude l'ambizione di un giocatore che, consapevole della propria crescita, guarda con fiducia al duplice impegno che attende il club giallorosso e la Nazionale. Infine, interpellato sul suo futuro professionale al di là del calcio, il centrocampista ha mantenuto toni pacati: «Non lo so, potrebbe essere il giornalismo. Ho ancora tanti anni per capire cosa vorrò fare dopo».

















