La FIFA si ritrova sotto accusa per la sua controversa politica tariffaria legata ai biglietti dei Mondiali di questa estate. Football Supporters Europe (FSE) e l'organizzazione consumerista Euroconsumers hanno deciso di ricorrere formalmente alla Commissione Europea, ponendo fine a mesi di critiche rimaste inascoltate dal massimo organo calcistico mondiale.

Il cuore della protesta riguarda l'adozione del dynamic pricing, il sistema di prezzi variabili che la FIFA ha applicato senza consultare adeguatamente i principali stakeholder del movimento calcistico europeo. Secondo quanto dichiarato da Ronan Evain, direttore esecutivo della FSE, l'organizzazione ha provato ripetutamente a convincere la FIFA a cambiare rotta, ma le richieste sono cadute nel vuoto. "Per diversi mesi abbiamo chiesto alla FIFA di fare la cosa giusta e riconsiderare le sue politiche di biglietteria aggressive e predatorie. La mancanza di un coinvolgimento costruttivo da parte della FIFA non ci ha lasciato altra scelta se non quella di unire le forze con Euroconsumers per presentare questo reclamo alla Commissione Europea."

I numeri raccontano il disagio dei tifosi. I biglietti più economici per la finale sono stati inizialmente fissati a oltre 3mila sterline, mentre i sostenitori dell'Inghilterra che desideravano seguire la propria nazionale dall'inizio alla fine del torneo si sono trovati di fronte a una spesa minima superiore a 5mila sterline. Sebbene la FIFA abbia introdotto alcuni tagliandi a 60 dollari, questi rappresentano soltanto il 10% dell'allocazione per squadra per ogni partita, una goccia nel mare rispetto alla disponibilità totale.

Da parte sua, la FIFA difende il suo approccio sottolineando mezzo miliardo di richieste di biglietti nell'ultima finestra di vendita. Il presidente Gianni Infantino ha parlato di "più che domanda – è una dichiarazione globale". La FSE ha però smontato questa narrativa: secondo l'organizzazione, i numeri della FIFA non validano le pratiche ingiuste, ma semplicemente riflettono il fatto che i tifosi non hanno alternative – o pagano le cifre richieste oppure rinunciano. Non è un caso che gli allocati ai club di viaggio dell'Inghilterra per semifinale e finale non abbiano raggiunto il numero previsto.

La FIFA ha difeso in passato il dynamic pricing, evidenziando come sia una pratica consolidata nei mercati nordamericani di biglietteria. Resta ora da vedere come risponderà la Commissione Europea a questo ricorso che mette in discussione la trasparenza e l'equità delle politiche commerciali del principale organismo calcistico mondiale.