Un terremoto scuote il calcio ceco. Le autorità hanno avviato una vasta operazione che ha portato al fermo di numerosi soggetti coinvolti in uno scandalo di partite truccate che avrebbe interessato i principali livelli competitivi del paese. David Trunda, presidente della Federcalcio ceca, ha confermato martedì 24 marzo che l'associazione aveva già avviato le indagini anni fa, segnalando alle forze dell'ordine sospetti di corruzione e risultati pilotati. Nel mirino finiscono non soltanto le prime quattro divisioni professionistiche, ma anche le competizioni giovanili.

Complessivamente, quarantasette persone sono ora sottoposte a procedimento disciplinare. "Faremo tutto il necessario affinché la mafia delle scommesse scompaia dallo sport ceco", ha dichiarato Trunda con tono deciso. Le autorità giudiziarie hanno confermato gli arresti, precisando che gli agenti della divisione criminalità organizzata hanno condotto perquisizioni su tutto il territorio nazionale. L'operazione rappresenta uno dei capitoli più gravi della storia recente del calcio ceco in materia di integrità sportiva.

Il timing dello scandalo non potrebbe essere più scomodo. La nazionale ceca scende infatti in campo giovedì a Praga contro la Repubblica d'Irlanda nella semifinale dei playoff mondiali per Qatar 2026. Il vincitore avrà accesso alla finale continentale contro la vincente di Danimarca-Macedonia del Nord, con in palio l'accesso al torneo che si terrà negli Stati Uniti, Canada e Messico. Per i cechi è un'occasione d'oro: l'ultima qualificazione al Mondiale risale al 2006.

Non è un fenomeno isolato. Contemporaneamente, la Turchia sta affrontando una crisi analoga: solo un mese fa, le autorità turche hanno arrestato trentadue persone, tra cui dirigenti di club, accusate di aver piazzato scommesse su gare delle loro stesse squadre. Secondo l'ufficio del procuratore turco, alcuni sospetti avrebbero addirittura scommesso contro i propri club durante le partite ufficiali. Le operazioni di polizia hanno toccato dieci province. Lo scandalo in Turchia si è allargato ulteriormente: a novembre la Federazione turca aveva sospeso oltre mille calciatori, incluso il difensore della nazionale Eren Elmali, che era stato un pilastro di Champions League con il Galatasaray.