A quarantotto ore dal cruciale impegno di giovedì 26 marzo alle 20:45 al Gewiss Stadium di Bergamo, Riccardo Calafiori ha parlato in conferenza stampa per presentare la semifinale dei playoff mondiali che l'Italia dovrà affrontare contro l'Irlanda del Nord. Il difensore centrale dell'Arsenal si è mostrato sereno e determinato, sottolineando l'importanza di mantenere lucidità mentale in una partita decisiva per la qualificazione al Mondiale 2026.

Sulle condizioni fisiche dopo la finale di Coppa della Lega persa domenica con il Manchester City a Wembley, Calafiori ha rassicurato: "Sto bene, valuteremo oggi sul campo". Il classe 2002 ha poi affrontato gli aspetti tattici dell'avversario, indicando i calci piazzati come elemento di pericolo: "L'Irlanda del Nord lancia molti palloni lunghi e sa essere pericolosa dalle palle ferme. Nel calcio moderno questi dettagli possono davvero fare la differenza, dovremo restare concentrati dal primo all'ultimo minuto".

Parlando della difesa azzurra e dei gol subiti di recente, il numero 4 della nazionale ha respinto le critiche al reparto arretrato: "Quando una squadra incassa reti, non è responsabilità del solo comparto difensivo. Voglio concentrarmi sul presente, su questi due giorni insieme al gruppo, e pensare solo alla partita di giovedì". Calafiori ha poi lanciato un messaggio positivo: "Abbiamo tutti lo stesso obiettivo. La tattica conta, ma sarà la mentalità a fare ancora più la differenza".

Riguardo all'importanza del fattore campo, il difensore ha ripensato a precedenti positivi: "Mi piace ricordare Italia-Estonia giocata a Bergamo. Lo stadio potrà darci un grande supporto, spero l'atmosfera sia ancora più intensa di quella occasione". Sull'atmosfera generale in casa Italia, Calafiori ha trasmesso ottimismo: "C'è pressione, è inevitabile in una partita così. Ma la viviamo con entusiasmo, sappiamo che le cose potrebbero andare male eppure preferiamo affrontarla con serenità".

Il difensore ha concluso senza incertezze sul suo obiettivo personale: "Non penso ad altro che al Mondiale. Non mi complico la vita pensando agli scenari difficili di una partita che lo è già di suo. Vogliamo andare in Qatar, sappiamo cosa significa e siamo pronti". La parola chiave della vigilia è quindi consapevolezza: consapevolezza dei rischi, ma anche fiducia nei propri mezzi per superare questo ostacolo fondamentale verso la rassegna mondiale.