Christian Pulisic non nasconde l'emozione per quello che attende gli Stati Uniti. Durante un'intervista concessa dal ritiro della nazionale americana, la stella del Milan ha parlato della straordinaria opportunità di disputare il Mondiale nel proprio Paese nel 2026, definendola una gioia immensa e un'esperienza che rappresenta il sogno di ogni bambino che cresce giocando a calcio.
Il fantasista statunitense ha riflettuto anche sulla precedente esperienza mondiale del 2022 in Qatar, ricordando gli insegnamenti tratti da quella competizione e i momenti indimenticabili condivisi con i compagni in ritiro. Pulisic ha sottolineato come quella sfida eliminatoria contro una grande squadra abbia fornito importanti lezioni al gruppo, ma soprattutto ha evidenziato come i veri tesori di un Mondiale siano i legami umani creati fuori dal campo. Ora, con il torneo in casa, le ambizioni sono ancora più forti: l'obiettivo dichiarato è spingersi il più lontano possibile.
Sulla questione relativa al suo rendimento al Milan e alla recente astinenza dal gol, Pulisic ha apprezzato il supporto del commissario tecnico Mauricio Pochettino, ma ha preferito non farsi ossessionare dalle reti. "Gioco bene e mi sento fiducioso - ha spiegato - La gente spesso giudica solo i gol, ma il calcio è molto più complesso. Cerco di continuare a fare la mia parte, mantenendo la forma fisica e la mentalità giusta." Ha inoltre sottolineato come Pochettino stia costruendo una cultura calcistica forte nella nazionale, portando uno spirito combattivo e una determinazione che rappresentano il vero motore di crescita della squadra.
En passant, Pulisic ha anche commentato il nuovo kit che gli Stati Uniti indosseranno al Mondiale 2026, elogiandone l'estetica elegante e ringraziando il fatto che i giocatori abbiano avuto voce in capitolo nella progettazione. Ha persino ricordato di aver gradito particolarmente i disegni a gessato delle divise passate, e di essere felice che questo stile sia tornato in una forma rinnovata.
Infine, quando gli è stato chiesto di comporre il suo 'Monte Rushmore' del calcio americano, Pulisic non ha avuto dubbi: ha incluso se stesso, i grandi Clint Dempsey e Landon Donovan, e ha scelto Weston McKennie per il quarto posto, definendolo affettuosamente il suo 'fratello'. Una menzione che testimonia il legame profondo tra i due compagni di nazionale e di generazione.
Riguardo alle voci di mercato che continuano a circolare dall'Europa, Pulisic ha mantenuto un atteggiamento pragmatico, affermando che solitamente ignora queste speculazioni finché non diventano realmente rilevanti.

















