Due importanti organizzazioni di tutela dei consumatori e dei tifosi hanno ufficialmente denunciato la FIFA presso le autorità comunitarie per le pratiche commerciali ritenute illegittime nella commercializzazione dei biglietti per i Mondiali 2026, che si disputeranno negli Stati Uniti, Messico e Canada a partire dall'11 giugno prossimo. La Football Supporters Europe (FSE) e Euroconsumers hanno depositato un ricorso formale dove accusano l'ente governativo del calcio mondiale di aver sfruttato il suo monopolio sulla vendita dei biglietti per imporre tariffe sproporzionate e condizioni di acquisto opache e ingiuste ai supporter europei.

Secondo la denuncia, la FIFA ha implementato un sistema di prezzi dinamici che ha letteralmente fatto esplodere i costi d'accesso agli stadi, indipendentemente dall'importanza della partita o dalla fase del torneo. I due ricorrenti hanno identificato sei violazioni specifiche alle normative sulla tutela dei consumatori. In primo luogo, i prezzi risultano straordinariamente elevati: il biglietto più economico disponibile sul mercato aperto parte da 4.185 dollari, una cifra oltre sette volte superiore al costo minimo per la finale del Mondiale 2022. Come termine di paragone, i biglietti meno cari per la finale di Euro 2024 erano stati fissati a soli 95 euro. Ancora più significativo è che la stessa FIFA, nei documenti di candidatura presentati, aveva stimato un prezzo medio di 1.408 dollari per biglietto, ampiamente superato dalla realtà dei fatti.

Tra le altre accuse mosse dalla FSE spicca quella di pubblicità ingannevole: la FIFA ha pubblicizzato ripetutamente l'esistenza di biglietti a 60 dollari per le partite della fase a gironi, ma in realtà l'intero stock della categoria più economica sarebbe esaurito ancora prima dell'apertura della vendita al pubblico generale, lasciando i tifosi nel disappunto. Un'altra pratica criticata riguarda l'assenza di controlli sui prezzi dinamici: le tariffe aumentavano senza preavviso e senza trasparenza, con incrementi fino al 25% tra le diverse fasi di vendita. I consumatori non avevano modo di conoscere il prezzo definitivo prima di inserirsi in coda. Ulteriormente, le organizzazioni evidenziano la totale opacità delle regole: informazioni relative alla posizione esatta dei posti, alle planimetrie degli stadi e persino all'identificazione delle squadre che sarebbero scese in campo non venivano comunicate ai potenziali acquirenti.

La denuncia sottolinea come la FIFA detenga il controllo esclusivo sulla distribuzione dei biglietti e utilizzi tale potere per imporre condizioni che non sarebbero mai tollerate in un mercato competitivo. "Per molti tifosi europei, assistere a una partita dei Mondiali rappresenta un'esperienza irripetibile nella vita", si legge nel comunicato congiunto, "e per questo un accesso equo e trasparente ai biglietti dovrebbe costituire un diritto fondamentale". Il ricorso alla Commissione europea rappresenta un'escalation significativa nella protesta dei supporters e dei consumatori contro le politiche commerciali della FIFA, che negli ultimi anni ha affrontato sempre maggiori critiche per la gestione economica della principale competizione calcistica internazionale.