Scoppia la polemica in Brasile attorno alla gestione di Neymar da parte di Carlo Ancelotti. La mancata convocazione dell'asso del Santos per gli impegni della nazionale ha riacceso il dibattito, con Romario che si schiera apertamente dalla parte del campione paulista. L'ex vincitore del Mondiale non ha usato mezzi termini nel suo intervento, sottolineando che una selezione deve essere costruita con i migliori talenti disponibili, a prescindere da altre considerazioni.
Ancellotti, dal canto suo, mantiene una posizione molto rigida sul tema. Il tecnico italiano ha chiarito che Neymar ritornerà a disposizione della nazionale soltanto quando avrà raggiunto il cento per cento della propria condizione atletica. Il numero 10 della Seleção continua a recuperare dai problemi al ginocchio che lo hanno penalizzato negli ultimi mesi, un fattore che per il commissario tecnico rimane determinante nella valutazione.
Rimasto senza squadra di alto livello fino al recente passaggio al Santos, Neymar sta ancora completando il percorso di riabilitazione dopo l'infortunio. Proprio il rientro non ancora concluso rappresenta il punto di divisione tra le diverse visioni sulla sua possibile inclusione nella rosa della Seleção. Per Ancelotti la questione è di principio: scendere a compromessi significherebbe compromettere l'integrità fisica della squadra.
Romario ha però insistito, affermando che intende comunque supportare la nazionale in ogni caso, ma che non può non esprimere il desiderio di vedere Neymar protagonista nel Mondiale 2026. La critica finale della leggenda brasiliana è stata diretta e senza filtri: «Ascolta bene: un campione deve giocare». Una frase che sintetizza il pensiero di molti tifosi brasiliani, convinti che l'assenza di Neymar rappresenterebbe una perdita significativa per la Seleção alle porte del prossimo grande appuntamento internazionale.

















