Il Tribunale Amministrativo dello Sport (TAD) della Spagna ha respinto la richiesta di squalifica presentata nei confronti di Beatriz Álvarez, presidenta della Liga F. La denuncia era stata inoltrata da Rubén Alcaine, ex vicepresidente della stessa organizzazione, il quale aveva contestato irregolarità procedurali riscontrate durante l'assemblea straordinaria del giugno 2025, nella quale era stata approvata una mozione di sfiducia contro lo stesso Alcaine.
L'organismo competente ha concluso il procedimento disciplinare a carico di Álvarez con una semplice ammonizione pubblica, respingendo le accuse più gravi. La questione controversa riguardava la legittimità della presidenza dell'assemblea esercitata da Álvarez durante la votazione sulla mozione di censura contro il vicepresidente. Alcaine aveva sostenuto che ciò violasse l'articolo 36 dello statuto della Liga F, secondo il quale l'assemblea dovrebbe essere presieduta da un rappresentante diverso qualora fosse presentata una mozione di sfiducia.
Alvarez si è difesa efficacemente dalle accuse, sottolineando come il regolamento impedisse solo al presidente interessato direttamente dalla mozione di presiedere l'assemblea. Nel suo caso, poiché la sfiducia era rivolta contro Alcaine e non contro di lei, la sua presidenza era pienamente legittima. La presidenta ha inoltre fatto notare di essersi attenuta alle indicazioni fornite dalla consulenza legale interna della Liga F, dimostrando correttezza nel procedimento.
Nonostante la decisione favorevole del TAD, Álvarez ha annunciato l'intenzione di ricorrere in via contenziosa-amministrativa contro la risoluzione, dichiarando la sua volontà di affermare definitivamente il diritto a presiedere l'assemblea sulla base dei regolamenti statunitari. Nel complesso, il Consiglio Superiore dei Deportes aveva respinto la totalità delle otto denunce presentate inizialmente da Alcaine, delle quali cinque erano rivolte anche contro il direttore generale Pablo Vilches.
La giustizia ordinaria aveva precedentemente rigettato le richieste di sospensioni cautelari avanzate da Alcaine, ritenendo illegali gli accordi e sottolineando come la convocazione dell'assemblea fosse stata effettuata da soggetti senza competenza specifica, senza il coinvolgimento della Commissione Delegata.

















