La finale di Carabao Cup disputata a Wembley domenica si è trasformata in un incubo per l'Arsenal e, soprattutto, per il tecnico Mikel Arteta. I Gunners hanno subito un netto 2-0 dal Manchester City, prolungando così una penosa serie negativa che dura ormai da oltre cinque anni senza conquistare trofei. Ma ciò che maggiormente ha fatto discutere non è tanto il risultato finale, quanto la scelta tattica del manager basco di schierare Kepa Arrizabalaga tra i pali anziché David Raya, portiere titolare della squadra.

Kepa, ultimo arrivato dal Chelsea, aveva giocato tutte le partite precedenti della competizione e Arteta ha optato per mantenerlo titolare anche nella finale. Una decisione che si è rivelata disastrosa già al 60esimo minuto, quando uno scivolone clamoroso del portiere spagnolo ha permesso a Nico O'Reilly di insaccare il vantaggio con il pallone praticamente regalato. Quattro minuti dopo, sempre O'Reilly ha raddoppiato di testa, mettendo definitivamente al sicuro il trofeo per i Citizens.

Sulla questione si è subito acceso il dibattito nei salotti televisivi. Jamie Redknapp, opinionista di Sky Sports, non ha usato mezze misure nel giudicare la scelta di Arteta, definendola un "errore monumentale". "So che qualcuno dirà che è una questione di fedeltà nei confronti di chi ha giocato nelle fasi precedenti", ha dichiarato Redknapp, "ma la realtà è semplice: Kepa non è al livello di Raya. È per questo che siede in panchina come secondo portiere. Perché allora, in una finale importantissima, quando non vinci un trofeo da tanto tempo, decidi comunque di schierarlo? È una responsabilità che ricade interamente sul tecnico. Non sto dicendo che sia un cattivo portiere, ma non è all'altezza di Raya e il risultato lo dimostra chiaramente".

Anche Micah Richards ha concordato con l'analisi del collega. "La differenza tra i due è abissale", ha sottolineato Richards, aggiungendo che in una gara di tale importanza la scelta avrebbe dovuto essere scontata. Ha poi fatto un paragone con il Manchester City, dove James Trafford, pur non essendo il titolare assoluto (Donnarumma è stato successivamente ingaggiato come numero uno), ha comunque effettuato tre interventi decisivi quando chiamato in causa. L'ironia della situazione è che proprio questa distrazione difensiva ha finito per determinare l'esito della partita.

L'epilogo della finale mette Arteta di fronte a una scelta complessa per il prosieguo della stagione: la fiducia nel suo portiere titolare David Raya, già stabilito come numero uno, potrebbe risultare compromessa da una decisione che, nel contesto di una finale, appare sempre più come un'incomprensibile eccezione. Per l'Arsenal il discorso rimane amaro: ancora una volta un trofeo sfugge dalle mani quando sembrava alla portata.