Ivan Provedel è stato operato nella mattinata di martedì 10 febbraio presso una struttura medica specializzata. L'intervento, condotto dai dottori Giovanni Di Giacomo e Alberto Costantini, si è concluso regolarmente, ma la diagnosi non lascia spazio a interpretazioni: il portiere classe 1994 dovrà restare lontano dal campo per un periodo molto lungo. La lesione capsulo-legamentosa richiede un recupero stimato di almeno novanta giorni, il che rende di fatto conclusa la stagione agonistica del numero uno laziale.

L'infortunio risale alla sfida contro la Juventus, terminata 2-2, ma Provedel ha continuato a giocare nonostante il dolore finché le sue condizioni non lo hanno impedito. Nei giorni precedenti la partita contro il Sassuolo è stato costretto a dare forfait, e gli esami successivi hanno confermato i peggiori timori. Nei prossimi venticinque giorni il portiere dovrà indossare un tutore per stabilizzare l'articolazione, mentre inizia il percorso di fisioterapia e riabilitazione.

L'assenza di Provedel arriva in un momento particolarmente delicato per la Lazio. La squadra si trova al decimo posto, distanziata di tredici punti dalla Juventus sesta, e ha ancora dodici giornate di campionato più la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l'Atalanta di Palladino. A sostituirlo sarà il giovane Edoardo Motta, classe 2005, arrivato dalla Juventus come erede designato di Mandas. Il portiere ha già debuttato in Nazionale Under 21 e si troverà improvvisamente a dover guidare la difesa biancoceleste nel rush finale della stagione.

Maurizio Sarri non ha trattenuto la frustrazione nel post-partita contro il Sassuolo, lasciando intendere il suo disappunto rispetto alle scelte della dirigenza. In particolare, l'allenatore ha sottolineato quanto la cessione di Mandas si sia rivelata una decisione contestabile, visto il numero limitato di portieri affidabili attualmente in rosa. Allo stesso tempo, Sarri ha voluto proteggere il giovane Motta dalle pressioni, invitando l'ambiente a dargli fiducia in una situazione che nessuno potrebbe definire semplice.

Questa tegola rappresenta l'ennesima complicazione di una stagione già complessa per i biancocelesti, segnata anche dalle proteste dei tifosi e dalla tensione tra allenatore e proprietà. Nei prossimi mesi, la Lazio avrà bisogno di compattarsi attorno al progetto per salvare quanto ancora possibile di un'annata che aveva alimentato diverse speranze.