Cesc Fabregas, l'architetto del miracolo Como, si è concesso una lunga riflessione sul momento magico della sua squadra, ormai proiettata stabilmente nell'élite del calcio europeo. Il tecnico spagnolo ha sottolineato come la scalata dei lariani, passati dalla Serie B alla qualificazione in Champions League in soli due anni e mezzo, rappresenti un caso unico nel panorama internazionale. Nonostante gli investimenti significativi della proprietà, stimati intorno ai 400 milioni di euro, Fabregas ha difeso con vigore il progetto societario, evidenziando come la velocità di crescita del club non abbia precedenti storici. Ha citato esempi illustri come il Paris Saint-Germain o l'Arsenal, che hanno impiegato molto più tempo per raggiungere traguardi simili, ribadendo che il monte ingaggi del Como resta comunque inferiore a quello di molte altre realtà consolidate della Serie A.

Analizzando lo stato attuale del campionato italiano, l'allenatore non ha avuto dubbi nell'indicare l'Inter come il punto di riferimento assoluto. Secondo Fabregas, la compagine nerazzurra rappresenta il picco massimo per organizzazione e qualità tecnica, un modello da studiare per chiunque voglia competere ai massimi livelli. Un elogio particolare è stato riservato a Lautaro Martinez, definito senza mezzi termini come il giocatore più forte del torneo. Lo spagnolo ha ammesso con un sorriso che, se dovesse partecipare a una lega di Fantacalcio, l'attaccante argentino sarebbe il suo primissimo acquisto, a testimonianza di una stima profonda per un calciatore capace di spostare gli equilibri in ogni partita.

Il tecnico si è poi soffermato sui singoli che stanno rendendo grande il suo Como, spendendo parole d'oro per il giovane talento Nico Paz. Fabregas ha azzardato un paragone pesante, affermando che le movenze e la visione di gioco del ragazzo gli ricordano da vicino quelle di Kakà, un'icona del calcio mondiale. Durante l'intervista, non è mancato un momento di commozione nel ricordare il suo ex compagno di squadra Andres Iniesta, descritto semplicemente con la frase: "Lui era il calcio". Questo legame tra il passato glorioso da calciatore e il presente da allenatore innovativo sembra essere la chiave del successo di Fabregas, capace di trasmettere ai suoi uomini una mentalità vincente e una proposta di gioco sempre propositiva.

Infine, Fabregas ha voluto fare chiarezza sul proprio futuro e sulle numerose voci di mercato che lo hanno accostato a panchine prestigiose durante l'ultima estate. Ha confermato di aver ricevuto manifestazioni d'interesse concrete da parte di club del calibro di Inter, Milan, Roma, Napoli e Bayer Leverkusen. Tuttavia, nonostante abbia incontrato alcuni dirigenti per una questione di rispetto professionale, la sua decisione di restare a Como non è mai stata in discussione. Il tecnico ha ribadito la sua totale lealtà al presidente e al progetto lariano, spiegando che una volta presa una decisione non torna mai sui suoi passi. La sfida della Champions League con il Como rappresenta per lui il coronamento di un sogno e l'inizio di un nuovo capitolo che promette di regalare ancora molte sorprese ai tifosi.