Nel corso di una conferenza stampa tenutasi nel centro sportivo di Formello, il direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, ha tracciato un bilancio profondo e senza filtri sulla situazione attuale del club biancoceleste. Il dirigente ha esordito rifiutandosi di assegnare un voto numerico alle operazioni di mercato concluse, sottolineando come l'unico verdetto attendibile sarà quello emesso dal campo di gioco nelle prossime settimane. Un punto d'orgoglio rivendicato con forza riguarda la dedizione dei nuovi acquisti: Fabiani ha infatti evidenziato come tutti i calciatori giunti nella Capitale abbiano espresso un desiderio sincero e prioritario di vestire la maglia della Lazio, preferendo il progetto tecnico capitolino a qualsiasi altra offerta ricevuta durante la sessione estiva.

Un passaggio cruciale dell'intervento ha riguardato il rapporto professionale con il presidente Claudio Lotito, figura spesso al centro delle discussioni nell'ambiente laziale. Fabiani ha voluto fare chiarezza, spiegando che nei quattordici anni di collaborazione con le varie realtà imprenditoriali del patron, non ha mai ricevuto imposizioni o interferenze nelle sue scelte operative. Questa totale autonomia gestionale carica il direttore sportivo di una responsabilità diretta: egli ha infatti ammesso che eventuali fallimenti sportivi dovranno essere imputati esclusivamente al suo operato e non a pressioni esterne. Inoltre, ha descritto il legame con Gattuso come un rapporto basato sulla linearità, sulla correttezza e su una profonda stima reciproca, elementi fondamentali per la stabilità dello spogliatoio.

Il dirigente non ha risparmiato critiche durissime al sistema calcio contemporaneo, definendolo senza mezzi termini un ambiente malato e alterato da dinamiche finanziarie discutibili. Secondo Fabiani, oggi esistono due modi contrapposti di fare calcio: puntare sulla qualità delle idee o limitarsi a sperperare ingenti somme di denaro. A sostegno della sua tesi, ha ricordato come nella passata stagione alcune società, pur avendo investito il doppio della Lazio, non siano riuscite a superare i biancocelesti in classifica. La critica si è estesa anche alle normative vigenti, in particolare all'indice di liquidità, mettendo in discussione l'utilità di tali parametri per società che vantano fatturati solidi da 150 milioni di euro, suggerendo la necessità di una revisione profonda dei regolamenti federali.

Infine, Fabiani ha parlato del suo futuro e del legame emotivo che lo unisce alla società, precisando di non essere mosso da interessi economici ma da una pura passione professionale. Il suo mandato verrà valutato attentamente dalla proprietà al termine dell'anno, quando i numeri e i risultati conseguiti permetteranno di tirare le somme definitive su quanto costruito finora. In chiusura, il diesse ha rivolto un appello accorato a tutto l'ambiente biancoceleste e in particolare alla tifoseria. Senza voler entrare nel merito delle ragioni della contestazione, Fabiani ha esortato i sostenitori a restare vicini alla squadra, ribadendo che i giocatori hanno un bisogno vitale del calore e dell'incitamento del pubblico per affrontare al meglio le sfide che li attendono.