L'atmosfera nel New Jersey il 19 luglio scorso era carica di tensione e malinconia per i colori dell'Argentina. Mentre la Spagna festeggiava la conquista del titolo mondiale tra piogge di coriandoli dorati e la presenza di figure istituzionali come Donald Trump e Gianni Infantino, Nahuel Molina e i suoi compagni si stringevano attorno ai propri sostenitori, evitando di assistere al trionfo altrui. L'esterno, subentrato al cinquantottesimo minuto al posto di Montiel, ha vissuto un curioso ribaltamento del destino rispetto alla finale di quattro anni prima in Qatar, quando era stato lui a lasciare il campo per l'ex giocatore del Siviglia. Nonostante la sconfitta, Molina resta un pilastro della gestione di Lionel Scaloni, avendo collezionato successi straordinari come la Coppa America e la Finalissima contro l'Italia di Roberto Mancini, consolidando un legame viscerale con la maglia dell'Albiceleste che lo ha visto protagonista in ben 65 occasioni.
Il trasferimento alla Roma rappresenta per Molina una vera e propria liberazione tattica, specialmente grazie all'incontro con Gian Piero Gasperini. Negli anni trascorsi all'Atletico Madrid sotto la guida di Diego Simeone, il calciatore argentino è stato spesso sacrificato in una linea difensiva a quattro, agendo da terzino bloccato con compiti prevalentemente di contenimento. Anche in nazionale il suo raggio d'azione è stato frequentemente limitato per bilanciare l'assetto della squadra. Nella Capitale, invece, tornerà a ricoprire il ruolo di esterno a tutta fascia in un centrocampo a cinque, una posizione che esalta le sue doti atletiche e la sua capacità di inserimento in zona gol. Gasperini è infatti un maestro nel trasformare i laterali in vere e proprie ali aggiunte, capaci di incidere pesantemente nella manovra offensiva.
La carriera di Molina sembra seguire quasi specularmente le orme di Rodrigo De Paul, un altro talento che ha trovato la propria consacrazione a Udine prima di tentare la fortuna in Spagna. I due hanno condiviso lo spogliatoio bianconero nella stagione 2020-2021, per poi ritrovarsi a Madrid nel 2022, probabilmente grazie anche ai suggerimenti dello stesso De Paul al tecnico Simeone. I numeri di Molina nella sua ultima annata italiana parlano chiaro: sette reti e cinque assist in trentacinque apparizioni, statistiche impressionanti per un difensore laterale. Gasperini punta a rigenerare un calciatore che nell'ultimo anno e mezzo in Spagna aveva perso la titolarità fissa, scivolando gradualmente nelle gerarchie dei biancorossi madrileni dopo alcune stagioni inizialmente perfette.
A 28 anni, Nahuel Molina entra nella fase della piena maturità agonistica e non avrà bisogno di alcun periodo di ambientamento nel nostro campionato, di cui conosce già segreti e ritmi. La scelta della Roma si inserisce in una strategia di mercato oculata, volta a evitare investimenti rischiosi su profili giovani ma ancora acerbi che spesso vengono valutati cifre spropositate. La stagione che si prospetta sarà particolarmente complessa e dispendiosa, considerando gli impegni supplementari derivanti dal nuovo Mondiale per Club dell'estate 2025 e le fatiche della rassegna iridata appena conclusa. Per Gasperini, avere a disposizione un elemento capace di garantire spinta costante e qualità tecnica sulla corsia destra sarà fondamentale per scardinare le difese avversarie e tornare a competere per i vertici della Serie A, abbandonando definitivamente l'impostazione troppo prudente vista in Spagna.



















