La vittoria del Milan nel derby milanese ha riacceso la lotta per il titolo in Serie A? Dipende da come si guarda il bicchiere. Ne abbiamo parlato con Fernando Orsi, figura di spicco del giornalismo calcistico italiano, che ha offerto una prospettiva equilibrata sulla situazione di campionato.

Secondo l'ex portiere, sebbene il divario si sia ridotto a sette punti, l'Inter conserva ancora un margine rassicurante. «L'Inter non può permettersi di stare tranquilla, questo è certo. Però sette lunghezze rappresentano l'equivalente di tre sconfitte consecutive, e considerando la loro incredibile serie positiva spezzata proprio dal Milan, rimangono comunque i favoriti», ha spiegato Orsi. «Il loro ruolino di marcia, la qualità della rosa e il fatto che giocheranno una volta a settimana – con tutte le possibilità di preparazione che ne consegue – li mantiene in una posizione di vantaggio». Ha aggiunto però che il Milan non avrà vita facile, con il delicato impegno a Napoli e un calendario ancora complesso davanti.

Su come Allegri abbia battuto tatticamente Chivu nel derby, Orsi ha sottolineato il merito della difesa rossonera più che la superiorità dell'attacco: «Il Milan ha giocato una fase difensiva straordinaria. I primi dieci minuti sono stati più aggressivi, poi si sono piazzati in profondità e hanno colpito in ripartenza. L'Inter ha girato palla ma i rossoneri erano sempre posizionati bene a doppiare. È stata una lezione di calcio all'italiana, quello che abbiamo dimenticato». L'assenza di alcuni big nerazzurri ha certamente pesato, ma il vero fattore discriminante è stata la capacità difensiva e ripartenza del Milan.

Orsi ha infine commentato anche la situazione della Lazio, descrivendola come «drammatica», e ha toccato il tema della nazionale italiana, suggerendo un ritorno ai principi calcistici che hanno portato gloria al passato, soprattutto considerando le due recenti esclusioni dai Mondiali. «Forse è tempo che l'Italia riscopra la sua identità calcistica, quella che ci ha insegnato a vincere con intelligenza tattica e non solo con il possesso palla», ha concluso.