Lo scontro diretto tra Inter e Milan rimane al centro delle polemiche arbitrali. Nel finale della partita, all'incirca al 93', la squadra nerazzurra ha reclamato un calcio di rigore per un presunto fallo di mano di Ricci, ma l'arbitro ha deciso di non intervenire. Una scelta che ha generato discussioni, tanto che anche Dimarco nel post-partita aveva sollecitato un intervento della tecnologia in campo.

Mauro Tonolini, membro della Commissione Arbitri Nazionale per le categorie A e B, è intervenuto nel programma Open VAR di DAZN per giustificare l'operato dei direttori di gara. Secondo l'esperto, non c'era margine di dubbio: "Noi non abbiamo incertezze su quanto accaduto. Si tratta di un arto che mantiene una posizione corretta rispetto al corpo, e lo stesso Ricci ha compiuto un movimento per allontanare il braccio dalla traiettoria. Se l'avesse completamente tolto, il pallone avrebbe comunque colpito il petto".

Tonolini ha sottolineato l'importanza di valutare simili episodi considerando la dinamica di gioco e non affidandosi esclusivamente alle immagini al rallentatore, le quali potrebbero generare interpretazioni errate: "Quando si analizza al rallentatore si rischia di creare dubbi che in realtà non sussistono. La visione dinamica della giocata è fondamentale".

Sulla richiesta di ricorso alla on-field review avanzata dal terzino interista, Tonolini è stato categorico: "Non era assolutamente necessario. La linea interpretativa dell'AIA è sempre stata coerente su questi temi". A conferma di ciò, ha ricordato il precedente di Napoli-Inter della stagione precedente, quando un contatto di mano di Dumfries in circostanze molto simili non è stato sanzionato per lo stesso motivo: il braccio in posizione naturale con il pallone destinato a colpire comunque il corpo del giocatore.