Arriva la tregua, almeno per una notte. Il tifo organizzato della Lazio rompe il silenzio e annuncia il ritorno in massa allo stadio Olimpico in occasione della prossima sfida casalinga contro il Milan, in programma domenica sera. Lo ha comunicato ufficialmente attraverso i propri canali social il movimento che da oltre trenta giorni aveva scelto l'astensione dal tifo, una protesta che era scattata in concomitanza con la partita interna contro il Genoa.

Tuttavia, si tratta di un ritorno temporaneo e simbolico. Nel comunicato ufficiale, la tifoseria specifica chiaramente che lo spettacolo coreografico contro la squadra di Allegri rappresenterà "l'ultimo della stagione". Il messaggio è esplicito: gli ultras intendono tornare a far sentire il loro calore alla squadra e al mister, manifestando al contempo il proprio dissenso, ma solo per questa occasione. A partire dalle successive giornate casalinghe, la Curva Nord resterà vuota fino al termine del campionato.

Il bersaglio della contestazione rimane invariato e ben identificato: il presidente Claudio Lotito. Nel documento diffuso, la tifoseria non usa mezzi termini, descrivendo il numero uno biancoceleste come "un uomo avido dal cuore arido" incapace di comprendere la storia e i valori che caratterizzano la piazza laziale. Per questo motivo, viene sottolineato nel comunicato, non resta che "lasciarlo solo".

Il documento della Curva ripercorre invece con stima la storia della Lazio, citando figure emblematiche del passato: da Fortunato Ballerini, che durante la Prima Guerra Mondiale trasformò il campo della Rondinella in un orto per aiutare i romani, fino a Sergio Cragnotti, ricordato come il "presidente che ha realizzato i sogni di un popolo", capace di portare i biancocelesti ai vertici del calcio italiano ed europeo. Non mancano i riferimenti alla squadra della stagione 1973-74 che sotto la guida di Maestrelli conquistò il primo scudetto della storia club, nonché tributi alle vittime del tifo Vincenzo Paparelli (1979) e Gabriele Sandri (2007).

Questa situazione riflette la profonda frattura tra la tifoseria organizzata e la proprietà del club, una conflittualità che ha caratterizzato gli ultimi anni della gestione Lotito. La decisione di uno sciopero prolungato, interrotto solo per la sfida contro il Milan, rappresenta un ultimatum chiaro: la pazienza dei supporter ha raggiunto il limite.