Gianni Infantino, presidente della FIFA, ha svelato i suoi idoli calcistici nel corso di un'intervista rilasciata al quotidiano spagnolo AS, ripercorrendo i momenti più emozionanti della sua passione per il calcio sin dall'infanzia. Il dirigente ticinese non ha nascosto la sua devozione verso figure leggendarie che hanno marchiato il suo percorso di tifoso appassionato.

Tra i ricordi più cari, Infantino ha citato il Mondiale in Spagna del 1982, quando l'Italia trionfò con Paolo Rossi e una squadra di straordinari talenti. "Avevo dodici anni e quella squadra, quello spettacolo, rimangono incisi nel mio cuore", ha dichiarato. Ma la sua memoria affettuosa si è fermata anche su figure meno celebrate a livello globale: Evaristo Beccalossi, il numero dieci dell'Inter che giocò dal 1978 al 1984, realizzando 37 gol in 217 partite con i nerazzurri, ma mai convocato dalla nazionale per scelta tecnica del commissario tecnico dell'epoca. "Era uno dei miei primi idoli, forse non molto conosciuto in Spagna. Ci faceva sognare con la sua creatività", ha sottolineato Infantino con affetto.

Mu più ampio, il numero uno della FIFA ha celebrato i fenomeni che hanno dominato il calcio mondiale: da Diego Maradona, definito "uno dei più grandi di tutti i tempi", a Pelé, che ha raggiunto lo status di idolo globale ancora prima dell'era dei social media. Anche Ronaldo Nazário ha meritato i complimenti di Infantino, che ha evidenziato come il Fenomeno sia considerato dal novanta per cento dei giocatori come il compagno di squadra più forte incontrato nelle loro carriere.

Per quanto riguarda i giocatori contemporanei, Infantino ha confermato l'egemonia di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, aggiungendo però un riconoscimento speciale ai protagonisti della vittoria mondiale spagnola del 2010: Xavi, Andrés Iniesta, Iker Casillas e Carles Puyol, ormai suoi amici. "La Spagna ha sempre avuto grandi giocatori e allenatori come Del Bosque, Aragonés e Guardiola, che hanno scritto la storia del calcio", ha dichiarato.

Al di là dei sentimenti nostalgici, Infantino ha toccato anche temi organizzativi legati alla FIFA, in particolare il nuovo Club World Cup. Secondo il presidente, il torneo rappresenta un'opportunità fondamentale per valorizzare i club di tutto il mondo, non solo quelli europei e americani. "Il calcio dei club è la base del nostro sport. A livello mondiale serviva un torneo del genere", ha concluso, accennando a possibili evoluzioni future, inclusa l'ipotesi di espandere il numero di squadre partecipanti oltre le attuali trentadue.