Gary Lineker non ha usato giri di parole per criticare il suo ex datore di lavoro, la BBC, in merito alla copertura televisiva prevista per i prossimi Mondiali di calcio del 2026. Durante l'evento di presentazione dello "Sports Club" di Netflix, l'ex attaccante della nazionale inglese ha messo in evidenza il netto contrasto tra la sua nuova avventura professionale e la scelta della rete pubblica britannica di gestire gran parte del torneo da uno studio televisivo a Salford, nella Greater Manchester. La BBC ha infatti preso la decisione esecutiva di non inviare i propri opinionisti in Nord America per le fasi iniziali della competizione, preferendo l'utilizzo di tecnologie digitali per abbattere i costi di trasferta. Lineker ha espresso il suo disappunto per questa narrazione a distanza, sottolineando come la qualità del racconto sportivo rischi di risentirne pesantemente.
Il celebre opinionista ha spiegato che, secondo i piani originali, avrebbe dovuto guidare la spedizione della BBC anche per questa estate, ma le circostanze sono radicalmente cambiate dopo la sua uscita dall'azienda. "Inizialmente avrei dovuto farlo per la BBC, ma le cose sono andate diversamente; sarei rimasto bloccato a Salford dentro una scatola verde, mentre ora sarò a New York, affacciato su Times Square insieme a ospiti eccezionali", ha dichiarato il sessantacinquenne con una punta di sarcasmo. La scelta della rete britannica di inviare il personale negli Stati Uniti, in Messico e in Canada solo a partire dai quarti di finale ha sollevato diverse polemiche nel Regno Unito, poiché molti ritengono che un evento di tale portata, il primo a 48 squadre, meriti una presenza costante sul campo per trasmettere l'atmosfera reale del torneo.
Il divorzio tra Lineker e la BBC, avvenuto circa un anno fa, ha messo fine a un sodalizio storico durato oltre un quarto di secolo. La rottura definitiva è stata innescata da una controversia legata all'attività sui social media dell'ex calciatore, in particolare per la condivisione di un video riguardante il sionismo che includeva l'emoji di un topo, un simbolo storicamente associato a gravi offese antisemite. Nonostante Lineker abbia prontamente chiarito di non aver notato il simbolo e di aver agito senza alcuna intenzione discriminatoria, l'incidente ha creato una frattura insanabile con i vertici dell'emittente. In un comunicato ufficiale rilasciato all'epoca, Lineker aveva ammesso l'errore per la mancanza di vigilanza, dichiarando: "Il calcio è stato al centro della mia vita per tutto il tempo che posso ricordare, sia sul campo che in studio. Tengo profondamente a questo sport e al lavoro svolto con la BBC in tutti questi anni, ma fare un passo indietro ora mi sembra la scelta più responsabile".
Negli ultimi dodici mesi, Lineker è rimasto estremamente attivo, consolidando la sua posizione come uno dei media-man più influenti del panorama sportivo globale. Oltre alla nuova collaborazione con Netflix e ITV per la Coppa del Mondo, ha continuato a espandere il suo impero mediatico attraverso podcast di enorme successo, dimostrando che il suo marchio personale è in grado di attrarre un vasto pubblico anche al di fuori dei canali istituzionali. Tim Davie, direttore generale della BBC, aveva riconosciuto il contributo immenso fornito da Gary durante la sua lunga militanza a "Match of the Day", ma la nuova direzione intrapresa dall'opinionista suggerisce una volontà di totale indipendenza editoriale. La sua presenza nel cuore di New York per i prossimi Mondiali rappresenta non solo un nuovo capitolo professionale, ma anche una rivincita personale nei confronti di un sistema televisivo che, a suo dire, sta sacrificando la qualità dell'informazione sull'altare del risparmio economico.

















