Joey Barton dovrà versare una cifra sostanziosa a titolo di risarcimento danni e spese legali dopo la sentenza sfavorevole pronunciata martedì dalla High Court di Londra. L'ex calciatore e commentatore sportivo è stato citato in giudizio da Eni Aluko, sua connazionale e ex calciatrice della nazionale inglese, per una serie di post pubblicati sulla piattaforma X durante l'anno scorso.
Secondo quanto emerso in aula, Barton aveva lanciato una vera e propria campagna di diffamazione nei confronti di Aluko tra gennaio e agosto 2024, articolata in ben 48 post offensivi. L'avvocato di Aluko ha illustrato come gli attacchi vertessero su molteplici aspetti della vita e della personalità della donna, incluse accuse di aver strumentalizzato la sua posizione di vittima di razzismo e bullismo. In uno dei messaggi più violenti, Barton aveva anche condiviso un'immagine che sovrapponeva il volto di Aluko al corpo dell'assassino seriale britannico Rosemary West.
La corte ha accertato che la condotta di Barton costituiva vero e proprio harassment nei confronti della donna. Il giudice Justice Lavender ha stabilito che l'ex manager di Fleetwood e Bristol Rovers dovrà versare 339mila sterline complessive, con una prima tranche di 100mila sterline più interessi entro il 24 marzo. Barton ha sette giorni di tempo per presentare richiesta di revisione dell'ordinanza.
Rilevante il fatto che Barton non ha partecipato all'udizione: secondo quanto dichiarato in tribunale dal suo legale, era stato arrestato il giorno precedente e si trovava in custodia. Durante il processo è emerso anche come la campagna sui social avesse causato enormi sofferenze psicologiche a Eni Aluko, la quale temeva che ogni suo tentativo di difendersi dalla molestia sarebbe stato strumentalizzato ulteriormente.
Aluko ha commentato l'esito presso i media presenti al palazzo di giustizia affermando di essere sollevata per la conclusione della vicenda. Barton, d'altro canto, ha riconosciuto in sede legale che la sua condotta ammontava effettivamente a molestia e che non avrebbe dovuto pubblicare quei contenuti.

















