Oliver Bierhoff non scarta l'ipotesi di una clamorosa rimonta del Milan nella corsa al titolo italiano. L'ex leggenda rossonera, che ha indossato la maglia milanista durante una delle sue esperienze più significative, ha parlato alla Gazzetta dello Sport esprimendo fiducia nelle possibilità della squadra guidata da Allegri di recuperare il gap con l'Inter.

A fare da riferimento storico è proprio un precedente che riguarda direttamente Bierhoff: nel 1999, il Milan vinse lo scudetto sulla Lazio rimontando esattamente 7 punti di distacco, la medesima cifra che oggi separa i rossoneri dai nerazzurri in classifica. "Come lo abbiamo fatto allora? È stato semplice: abbiamo creduto davvero nella causa e abbiamo infilato una serie incredibile di vittorie consecutive", racconta il tedesco, che vede analogie significative con la situazione attuale.

Secondo Bierhoff, il Derby della Scorsa settimana ha fornito segnali incoraggianti sulla possibilità concreta di una rincorsa vincente. "Ho visto una squadra che crede fermamente di poter farcela, con grande motivazione e consapevolezza nei propri mezzi. Nel primo tempo la prestazione è stata eccellente. Nella ripresa forse si è assestata un po' troppo in difesa, però la capacità di soffrire e resistere contro l'Inter è un indicatore chiaro che dietro ci sono organizzazione solida e determinazione vera".

Nel valutare i singoli elementi della rosa milanista, Bierhoff spende parole particolarmente lusinghiere per alcuni giocatori chiave. Su Modric sottolinea l'importanza di mantenerlo in Serie A: "Un altro di quella levatura nel calcio italiano semplicemente non esiste". Rabiot viene descritto come "impressionante", una mezzala che unisce tecnica raffinata, struttura fisica, istinto del gol e grande senso del sacrificio tattico. Anche Fullkrug riceve una valutazione positiva, dipinto come un professionista serio che potrà contribuire significativamente con le sue caratteristiche specifiche.

Le parole di Bierhoff rappresentano più di un semplice giudizio tecnico: costituiscono un parallelo storico che alimenta la speranza tra i tifosi milanisti e un riconoscimento delle potenzialità reali di una squadra che, secondo l'ex bomber, possiede tutti gli strumenti necessari per completare un'impresa simile a quella del 1999.