Ivan Zazzaroni, dal suo editoriale sul Corriere dello Sport, analizza gli effetti della stracittadina vinta dal Milan di Max Allegri contro l'Inter di Chivu. Una vittoria caratterizzata dal pragmatismo tattico, ottenuta di misura con lo stesso spartito già vincente nel primo scontro stagionale tra le due milanesi: sofferenza costante e massima compattezza difensiva.

Secondo il direttore, il divario di sette punti che l'Inter mantiene sulla seconda posizione rappresenta un margine ancora decisamente rassicurante per la corsa allo Scudetto. Tuttavia, il successo milanista ha l'effetto di incrinare quella sensazione di inevitabilità che circondava i nerazzurri fino a pochi giorni fa. Zazzaroni ricorda come lo stesso Milan, alla trentesima giornata scorsa, aveva accumulato 44 punti per poi chiudere la stagione a quota 63: il trend attuale dei rossoneri a sessanta punti potrebbe prefigurare sviluppi interessanti, benché il margine interista rimanga sostanziale.

La vera sofferenza dell'Inter, sostiene Zazzaroni, risiede nelle numerose assenze nel comparto offensivo. L'indisponibilità di Lautaro Martinez, che il direttore definisce il calciatore più forte della Serie A e al contempo il miglior difensore della squadra per impegno nel pressing, rappresenta una perdita tecnica e tattica difficile da compensare. A ciò si aggiungono le assenze di Thuram e i problemi fisici di Dumfries, creando uno squilibrio che nella contesa odierna è stato particolarmente evidente. Rispondendo anche alle recenti critiche di Bobo Vieri, Zazzaroni ribadisce come la stampa non sia stata selettiva nel segnalare gli infortuni: le assenze interiste hanno ricevuto lo stesso scrutinio critico delle defezioni di altre squadre.

Il direttore evidenzia il valore aggiunto della personalità e dell'esperienza di giocatori come Modric e Rabiot, entrambi autori di prestazioni dominanti nel derby, specialmente nei momenti di difficoltà della squadra. Dall'altra parte, le note dolenti per il Milan riguardano la prestazione indecisa di alcuni elementi offensivi, con il giovane tandem Pio e Bonny apparso acerbo senza un attaccante di livello al loro fianco.

La vera sorpresa negativa della gara, per Zazzaroni, è Rafael Leão: un'apparizione che non consente giudizi chiari, oscillando tra presenze e assenze senza giustificazione. Un contributo insufficiente dal portoghese che rappresenta uno dei principali motivi di discussione nel post-partita rossonero. Allegri ha conquistato il secondo derby in pochi mesi con il medesimo metodo vincente, ma la strada verso il titolo rimane ancora lunga e in salita per il Milan.