L'Inter si appresta a vivere una sessione di trasferimenti cruciale, caratterizzata da un delicato equilibrio tra ambizioni tecniche e rigore finanziario imposto dalla nuova proprietà Oaktree. Il punto di partenza è un budget iniziale di 50 milioni di euro, una cifra che la dirigenza nerazzurra punta a incrementare attraverso le cessioni strategiche per completare una rosa che presenta ancora diverse lacune. L'obiettivo primario di Marotta e Ausilio è quello di garantire a Simone Inzaghi una squadra competitiva su tutti i fronti, rispettando al contempo i parametri di sostenibilità economica che prevedono investimenti mirati, preferibilmente non superiori ai 25 milioni per singolo cartellino, a meno di deroghe specifiche per profili ritenuti imprescindibili per il progetto tecnico.

Il volto della squadra sta già cambiando profondamente, con operazioni significative sia in entrata che in uscita che delineano il nuovo corso del club meneghino. Sul fronte degli acquisti, si registra il ritorno di Stankovic junior, riacquistato dal Bruges per una cifra vicina ai 23 milioni di euro, oltre all'arrivo del portiere Provedel dalla Lazio per 3 milioni e del giovane Massolin, già bloccato a gennaio dal Modena dove ha concluso la stagione. Queste manovre servono a compensare una serie di addii pesanti: oltre alla scadenza dei contratti di veterani del calibro di Sommer, Acerbi, De Vrij e Darmian, l'Inter ha dovuto salutare Denzel Dumfries. L'esterno olandese si è trasferito al Real Madrid dopo il pagamento della clausola rescissoria da 20 milioni di euro, lasciando un vuoto tattico importante sulla fascia destra.

Proprio la sostituzione di Dumfries rappresenta attualmente il rompicapo principale per la dirigenza di Viale della Liberazione, che sta valutando diversi profili internazionali con costi differenti. In cima alla lista dei desideri figurano i nomi di Djed Spence del Tottenham e di Read del Feyenoord, due profili giovani e di spinta che però richiedono un esborso economico notevole, stimato tra i 30 e i 40 milioni di euro. La valutazione interna è in corso: la società si interroga se valga la pena investire gran parte delle risorse su un unico tassello o se sia meglio diversificare gli interventi. In questo scenario si inserisce l'ipotesi suggestiva di un ritorno di Ivan Perisic; il trentasettenne croato, attualmente al PSV Eindhoven, rappresenterebbe una soluzione di grande esperienza e a basso costo, capace di garantire rendimento immediato senza intaccare pesantemente le casse societarie.

Oltre alla questione degli esterni, l'Inter deve necessariamente intervenire nel reparto arretrato e, se possibile, a centrocampo per completare l'organico in vista della prossima stagione. La ricerca di un difensore centrale di spessore ha subito alcuni rallentamenti: la pista che portava a Solet è tramontata a causa di dubbi persistenti sulla sua integrità fisica, mentre l'opzione Chalobah è stata scartata per le richieste economiche eccessive del club di appartenenza. Risparmiare sull'esterno destro permetterebbe di avere maggiore margine di manovra per blindare la difesa con un colpo di qualità. La strategia nerazzurra rimane dunque fluida, con la necessità di coprire almeno altre quattro caselle per permettere a Inzaghi di difendere il titolo di Campione d'Italia e recitare un ruolo da protagonista nella nuova edizione della massima competizione europea.