L'entusiasmo per l'inizio della nuova stagione del Napoli è stato bruscamente frenato da una notizia che gela l'ambiente azzurro proprio all'alba del ritiro estivo in Val di Sole. Mentre il pullman della squadra faceva rotta verso Dimaro, la società ha diramato un comunicato ufficiale che ha colpito come un fulmine a ciel sereno: Alessandro Buongiorno non potrà prendere parte alla preparazione precampionato con i compagni. Il difensore centrale, pilastro designato della nuova retroguardia di Massimiliano Allegri, è stato costretto a fermarsi a causa di alcune problematiche fisiche emerse recentemente, che hanno spinto lo staff medico a programmare indagini diagnostiche approfondite sul suo ginocchio destro. La nota del club chiarisce che il calciatore dovrà sottoporsi a un consulto specialistico per stabilire se sarà necessario un nuovo intervento chirurgico.

Il calvario estivo del centrale difensivo sembra non avere fine, considerando che già all'inizio di giugno si era reso necessario un primo intervento chirurgico a Lione. In quell'occasione, l'operazione era servita a rimuovere una cisti fastidiosa che aveva condizionato il rendimento del calciatore nell'ultima parte della scorsa annata agonistica. Nonostante il decorso post-operatorio sembrasse procedere regolarmente durante le vacanze, l'insorgere di un nuovo problema al tendine ha rimescolato le carte, obbligando il nuovo responsabile sanitario Gennaro De Luca a intervenire tempestivamente. La decisione di escludere Buongiorno dai due ritiri stagionali, quello trentino e quello successivo in Abruzzo a Castel di Sangro previsto ad agosto, evidenzia la gravità della situazione e la volontà del club di non correre rischi inutili prima di avere una diagnosi definitiva.

Il futuro immediato di Buongiorno passerà ora per la Catalogna, dove è previsto un incontro decisivo con il professor Cugat, luminare della chirurgia ortopedica a Barcellona. Questo consulto stabilirà se il difensore potrà seguire una terapia conservativa, che lo terrebbe lontano dai campi per circa un mese o un mese e mezzo, oppure se dovrà finire nuovamente sotto i ferri per risolvere definitivamente il problema tendineo. Nel caso in cui l'opzione chirurgica diventasse inevitabile, i tempi di recupero si dilaterebbero drasticamente fino a tre mesi, ipotizzando un rientro agonistico solo nel mese di ottobre. Uno scenario del genere costringerebbe il Napoli a rinunciare al suo leader difensivo per le prime sette giornate di Serie A e per le sfide inaugurali della fase a gironi della Champions League.

Per Massimiliano Allegri si tratta di una complicazione tattica di proporzioni notevoli, dato che l'allenatore livornese aveva intenzione di costruire l'intera intelaiatura difensiva proprio sulle doti fisiche e carismatiche dell'ex capitano del Torino. La sua assenza prolungata obbliga ora la dirigenza partenopea a tornare con forza sul mercato, valutando l'acquisto di un nuovo profilo di spessore per non lasciare scoperta una zona di campo vitale durante l'inizio della stagione. In un'annata che deve segnare il riscatto totale dopo le delusioni passate, il Napoli si ritrova a gestire un'emergenza inaspettata ancor prima del fischio d'inizio del campionato, sperando che il responso medico spagnolo possa essere il meno severo possibile per riabbracciare presto il proprio baluardo difensivo.