L'Inter muove passi concreti per rinforzare le corsie esterne e mette nel mirino Djed Spence, talento di proprietà del Tottenham che si è messo in luce durante l'attuale rassegna mondiale. Secondo le ultime indiscrezioni, la dirigenza nerazzurra avrebbe già incassato il gradimento totale del calciatore inglese, pronto a sposare il progetto tecnico di viale Liberazione per trovare quella continuità che a Londra sembra mancargli. La prestazione offerta dal laterale nella sfida contro l'Argentina ha attirato l'attenzione degli osservatori internazionali, confermando come il ragazzo possieda doti atletiche fuori dal comune e una capacità di spinta costante sulla fascia. Nonostante il risultato finale della gara non sia stato favorevole alla sua nazionale, Spence è emerso come uno dei profili più interessanti del torneo, accelerando inevitabilmente i tempi di una trattativa che si preannuncia complessa ma affascinante per il futuro della rosa interista.

Il vero ostacolo, come spesso accade in queste operazioni di alto profilo, è rappresentato dalla valutazione economica fatta dal club londinese. Gli Spurs partono da una base d'asta di almeno 35 milioni di euro, una cifra importante che riflette lo status di un giocatore capace di essere il terzo più veloce dell'intera scorsa edizione del massimo campionato inglese. Tuttavia, il rischio concreto per l'Inter è che questa richiesta possa lievitare ulteriormente nelle prossime ore, toccando quota 40 milioni di euro, proprio a causa dell'ottimo rendimento mostrato dal calciatore durante la competizione negli Stati Uniti. La dirigenza nerazzurra dovrà essere abile nel gestire i tempi dell'affare, cercando di non farsi trascinare in un'asta internazionale che complicherebbe i piani finanziari del club, pur sapendo di avere dalla propria parte la volontà ferrea del ragazzo di trasferirsi in Italia.

Dal punto di vista tattico, l'innesto di Spence rappresenterebbe una risorsa preziosa per l'allenatore Cristian Chivu, che apprezza particolarmente la duttilità dell'inglese. Sebbene sia un destro naturale, il classe 2000 ha dimostrato di poter agire con efficacia anche sulla corsia mancina, offrendo soluzioni alternative preziose in caso di necessità tattiche diverse. Al Tottenham, nonostante le buone premesse iniziali, lo spazio per lui si è ridotto drasticamente con l'avvento di Roberto De Zerbi sulla panchina dei londinesi. Con la concorrenza interna rappresentata da Pedro Porro a destra e dall'italiano Destiny Udogie a sinistra, le prospettive di impiego costante per Spence sono minime, motivo per cui l'opportunità di diventare un pilastro dell'Inter e di calcare il palcoscenico della Champions League da protagonista assoluto appare come una tentazione professionale irresistibile.

Analizzando le strategie di mercato dell'Inter, Spence si colloca in una posizione intermedia rispetto alle operazioni condotte recentemente da Marotta e Ausilio. Se per il giovane Palestra il club era stato disposto a investire fino a 50 milioni di euro prima del suo passaggio al Chelsea, e per Khalaili la valutazione non aveva superato i 25 milioni, l'esterno del Tottenham rappresenta un profilo di equilibrio tra potenziale e affidabilità. Le sue caratteristiche fisiche ricordano da vicino quelle di Denzel Dumfries, specialmente per quanto riguarda la progressione palla al piede e la forza nei contrasti, anche se deve ancora affinare la precisione negli assist e la freddezza sotto porta per eguagliare i numeri dell'olandese. Una volta conclusa la finale per il terzo e quarto posto del Mondiale, le parti si siederanno nuovamente al tavolo per cercare la quadratura definitiva di un affare che potrebbe spostare sensibilmente gli equilibri della prossima Serie A.