Una doccia fredda per il Mount Pleasant, che si prepara a vivere il suo primo impegno nella Concacaf Champions Cup in condizioni tutt'altro che ottimali. La squadra campione caraibica del 2025 dovrà affrontare mercoledì la LA Galaxy al Dignity Health Sports Park in California, ma ben dieci dei suoi calciatori non potranno scendere in campo per una ragione burocratica che rimanda a scelte politiche ben più ampie: il divieto americano di viaggio per i cittadini haitiani.
A complicare ulteriormente la situazione è il fatto che nella rosa del Mount Pleasant militano sette giocatori provenienti da Haiti. Nel giugno 2025, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un divieto di viaggio parziale verso il territorio americano che tocca proprio i cittadini haitiani. Sebbene siano previste eccezioni per grandi eventi sportivi come la Coppa del Mondo, rimane ancora poco chiaro se la Concacaf Champions Cup rientri tra queste casistiche. Il Mount Pleasant non ha potuto che ricorrere ai giovani delle proprie accademie per colmare il vuoto creato da questi dinieghi improvvisti.
Paul Christie, direttore sportivo della compagine giamaicana, non ha trattenuto la frustrazione in una dichiarazione al Jamaica Observer: "Non vogliamo semplicemente presentarci alla partita, desideriamo avere la possibilità reale di competere sul campo. Ma non ci viene concessa l'opportunità di scendere in campo nella nostra miglior forma". Un'affermazione che sintetizza perfettamente il senso di ingiustizia che permea la situazione e i rischi competitivi che ne derivano per una squadra all'esordio assoluto in una competizione continentale di primo livello.
La questione assume contorni ancora più preoccupanti se considerata dal punto di vista dei prossimi Mondiali 2026, quando gli Stati Uniti ospiteranno 78 delle 104 partite della competizione. Haiti ha conquistato la storica qualificazione per la prima volta nella sua storia e risulta inserita nel girone con Marocco, Scozia e Brasile. Se già a livello club emergono questi ostacoli per i giocatori, l'incognita rimane aperta anche per i tifosi haitiani. Il Dipartimento di Stato americano ha infatti chiarito che il Fifa Pass, che consente ai detentori dei biglietti del Mondiale di accedere a colloqui prioritari per i visti, non garantisce l'emissione di un visto a chi non soddisfa i criteri di eleggibilità.
L'eccezione al divieto è stata confermata per "atleti, membri di staff tecnico e famiglie strette", ma categoricamente esclusi gli spettatori e i tifosi. Una distinzione che apre il sipario sui potenziali problemi logistici che accompagneranno il torneo mondiale nei prossimi mesi e che già sta creando precedenti poco rassicuranti nel resto della competizione continentale.

















