Il sogno mondiale della Norvegia si è infranto contro il muro dell'Inghilterra guidata da Thomas Tuchel, in un quarto di finale ad alta tensione disputato nella calda cornice di Miami. Nonostante un inizio promettente, culminato con il vantaggio siglato da Andreas Schjelderup al 36° minuto, gli scandinavi non sono riusciti a contenere il ritorno dei Tre Leoni. La stella polare degli inglesi è stata ancora una volta Jude Bellingham, capace di pareggiare i conti nel recupero del primo tempo e di firmare il definitivo 2-1 al terzo minuto dei tempi supplementari. Questo successo proietta la nazionale inglese verso la sua quarta semifinale mondiale della storia, confermando la solidità di un gruppo che punta dritto al titolo iridato dopo una prestazione di grande carattere e resilienza fisica.
Al centro dell'attenzione mediatica, prima e dopo il fischio finale, c'era inevitabilmente Erling Haaland. L'attaccante del Manchester City, arrivato all'appuntamento con un bottino di sette reti realizzate nel corso della competizione, era l'uomo più atteso e il pericolo numero uno per la retroguardia britannica. Tuttavia, il venticinquenne non è mai riuscito a entrare veramente in partita, apparendo isolato e ben marcato dai difensori avversari che ne hanno limitato ogni raggio d'azione. La sua prestazione opaca si è conclusa con una sostituzione durante l'extra-time, un segnale inequivocabile di una serata storta che ha lasciato l'amaro in bocca ai tifosi norvegesi, i quali speravano in una sua giocata risolutiva per scrivere una pagina storica del calcio nazionale e trascinare la squadra tra le prime quattro del mondo.
La reazione della stampa norvegese non si è fatta attendere e i giudizi sono stati particolarmente severi nei confronti del loro capitano e simbolo assoluto. Il quotidiano Dagbladet ha assegnato a Haaland un impietoso 4 in pagella, sottolineando come il centravanti abbia sprecato le poche occasioni avute a disposizione senza mai mostrare il suo solito istinto killer. Nella loro analisi, i giornalisti scandinavi hanno evidenziato un atteggiamento quasi rassegnato, affermando testualmente che ha avuto alcune opportunità ma non è riuscito a capitalizzarle e che il suo linguaggio del corpo era chiaramente spento. Non sono stati risparmiati nemmeno i compagni: Alexander Sorloth e il portiere Orjan Nyland hanno ricevuto voti persino più bassi, con un 3 in pagella che riflette gli errori decisivi commessi, specialmente nel caso dell'estremo difensore, colpevole di un rinvio errato che ha propiziato il gol vittoria inglese.
Anche il portale online Nettavisen ha dato voce al malcontento generale, offrendo una doppia prospettiva sulla serata di Miami che evidenzia la spaccatura tra critica tecnica e percezione popolare. Se da un lato la redazione ha premiato l'impegno fisico di Haaland con un 6 politico, i lettori e i tifosi sono stati molto più duri, bocciandolo con una media del 4 attraverso i sondaggi sul sito. Le critiche si sono concentrate sulla mancanza di incisività nei momenti chiave, un difetto insolito per un predatore d'area del suo calibro che solitamente esalta le proprie doti nelle sfide da dentro o fuori. Questa eliminazione apre ora un dibattito profondo in Norvegia sulla capacità della squadra di supportare adeguatamente il proprio fuoriclasse nei grandi appuntamenti internazionali, mentre l'Inghilterra festeggia il passaggio del turno consapevole di aver neutralizzato il miglior attaccante del pianeta.