Pierluigi Collina, figura di riferimento del mondo arbitrale internazionale e attuale Responsabile della Commissione Arbitrale della FIFA, ha preso posizione in modo netto per difendere l'operato dei direttori di gara impegnati nei Mondiali 2026. Con un calendario che ha già visto disputare il 50% di partite in più rispetto all'edizione di Qatar 2022, la pressione sulla classe arbitrale è ai massimi storici. Nonostante manchino ancora otto sfide cruciali per decretare il vincitore della Coppa del Mondo, Collina si è detto complessivamente soddisfatto del rendimento del suo gruppo, sottolineando come la gestione di un numero così elevato di incontri in un lasso di tempo ristretto rappresenti una sfida senza precedenti per la preparazione fisica e mentale degli ufficiali di gara.

Uno dei punti più caldi toccati dal dirigente italiano riguarda l'integrità e l'autonomia decisionale del cosiddetto "Squadra Uno" della FIFA. Collina ha respinto con forza ogni illazione circa presunte influenze esterne, chiarendo che nessuno, nemmeno il Presidente della FIFA, ha il potere di interferire con le scelte tecniche effettuate sul campo o in sala video. Il supporto dei vertici federali è costante, ma si limita alla fiducia nel lavoro professionale svolto in totale indipendenza. L'ex fischietto di Viareggio ha inoltre condannato duramente le accuse prive di fondamento, evidenziando come queste possano scatenare reazioni pericolose e minacce inaccettabili nei confronti degli arbitri e dei loro familiari, un clima che non deve trovare spazio nel mondo dello sport.

Entrando nel merito delle polemiche tecniche, Collina ha voluto fare chiarezza sull'episodio del gol annullato all'Egitto nella sfida contro l'Argentina, una decisione che aveva sollevato le proteste veementi del commissario tecnico Hassan. Il Responsabile FIFA ha spiegato che, secondo il regolamento vigente, il VAR deve intervenire se viene identificato un fallo nella fase di costruzione dell'azione che porti alla rete, senza che esistano limiti prestabiliti di tempo o di distanza dalla porta. Nel caso specifico, il calciatore egiziano Marwan Attia ha calpestato in modo evidente il piede dell'argentino Lisandro Martinez; un'infrazione che, sebbene sfuggita all'arbitro durante il gioco, è stata correttamente rilevata dalla tecnologia, portando alla revisione sul campo e alla conseguente cancellazione della marcatura.

Infine, Collina ha ribadito che l'errore umano fa parte del calcio tanto quanto le giocate dei campioni o le sviste degli allenatori, ma l'impegno per ridurlo al minimo è costante. Quando una decisione non rispecchia le aspettative, gli arbitri sono i primi a lavorare ancora più duramente per farsi trovare pronti per l'appuntamento successivo. La discussione costruttiva sugli episodi da moviola è considerata un elemento naturale del dibattito sportivo, a patto che non si metta in dubbio l'onestà intellettuale di chi scende in campo per far rispettare le regole. Il percorso verso la finale mondiale prosegue dunque all'insegna della trasparenza, con l'obiettivo di garantire la massima regolarità possibile in una competizione che sta regalando emozioni e colpi di scena in ogni fase.