Quando Roman Abramovich è stato costretto a lasciare il Chelsea nel marzo 2022, a causa delle sanzioni imposte dal governo britannico in seguito all'invasione russa dell'Ucraina, ha lasciato ai Blues un lascito tutt'altro che indifferente. L'ex magnate russo aveva infatti assicurato la partecipazione del club al Mondiale per Club FIFA, una competizione che si è rivelata una vera miniera d'oro per le casse londinesi.
Il percorso verso questa opportunità era stato tracciato dalla vittoria nel primo Mondiale per Club a 32 squadre, disputatosi nell'estate 2025 in USA. Il Chelsea aveva staccato il biglietto per la competizione grazie al successo nella Champions League 2021, conquistata pochi mesi prima della defenestrazione di Abramovich. Sotto la guida tecnica di Enzo Maresca, i Blues hanno poi dominato il torneo, sollevando il trofeo dopo aver battuto il Paris Saint-Germain in finale.
I numeri degli incassi sono impressionanti. Dalla partecipazione al torneo, Chelsea ha messo in cassa cifre consistenti: 21,4 milioni di sterline solo per la qualificazione, cui si sono aggiunti 3 milioni dalle vittorie nella fase a gironi, 5,6 milioni per il passaggio ai sedicesimi, 9,7 milioni per i quarti di finale e 15,6 milioni per la semifinale. La ciliegina sulla torta è arrivata dalla conquista del titolo mondiale, che ha fruttato circa 30 milioni di sterline. In totale, il bottino si aggira attorno agli 85 milioni di sterline: il vero e proprio regalo d'addio di Abramovich.
L'attuale allenatore Liam Rosenior ha già iniziato a utilizzare parte di questi fondi. Nella scorsa estate, infatti, il club ha investito complessivamente 198 milioni di sterline in nuovi rinforzi, portando a Stamford Bridge giocatori di caratura internazionale come Joao Pedro e Liam Delap. Tuttavia, l'ex tecnico dello Strasburgo ha sottolineato di preferire un approccio più strutturato alle questioni di mercato, affidandosi pienamente ai vertici della società. Come ha dichiarato a gennaio, Rosenior si affida completamente al lavoro del capo scout Paul Winstanley e del direttore tecnico Laurence Stewart, ritenuti tra i migliori professionisti del calcio mondiale nel loro ambito.
Questo modello organizzativo rappresenta un cambio significativo rispetto al passato, quando la figura del manager aveva un ruolo centrale nelle decisioni di mercato. L'obiettivo di Rosenior rimane coeso: sfruttare la stabilità economica garantita da questa eredità di Abramovich per costruire una squadra competitiva nel lungo periodo, mantenendo al contempo una strategia razionale e consapevole negli investimenti.