La situazione in casa Lazio si fa sempre più tesa. La frattura tra la società e la base tifosale continua ad allargarsi, trasformandosi in una vera e propria emorragia di pubblico all'Olimpico. Negli ultimi quattro appuntamenti casalinghi, gli spettatori che hanno varcato i tornelli non hanno superato la quota di 18mila presenze complessive: un dato che rappresenta uno dei peggiori precedenti nella storia recente del club capitolino.
I numeri raccontano da soli l'entità della protesta in corso. Per la sfida odierna contro il Sassuolo, match che potrebbe risultare determinante per gli equilibri della classifica, la prevendita ha toccato il minimo assoluto con appena duemila biglietti staccati. Nelle tre precedenti gare casalinghe (Genoa in campionato, più Atalanta e un impegno di coppa) le presenze si erano attestate tra i tremila e i seimila spettatori per partita. Un calo progressivo che testimonia l'inasprirsi della contestazione nei confronti della gestione della società.
Ma la protesta dei tifosi va ben oltre le mancate presenze allo stadio. I gruppi organizzati hanno deciso di estendere il loro messaggio di dissenso anche all'esterno dell'impianto sportivo, cancellando i tradizionali ritrovi e raduni che caratterizzavano le giornate di partita. Non ci saranno cori di sostegno ai tornelli, assente il caloroso supporto da Ponte Milvio che ha sempre contraddistinto la curva laziale. La contestazione si rivela quindi trasversale, toccando ogni aspetto della giornata di gara.
Maurizio Sarri e i suoi ragazzi si trovano dunque a dover affrontare una sfida non solo sportiva ma anche ambientale. Il Sassuolo rappresenta uno snodo cruciale per le aspirazioni di classifica della squadra, ma il clima rigido che dominerà lo stadio potrebbe trasformarsi in un fattore psicologico non trascurabile. Le stesse modalità di protesta sono attese anche per la prossima delicata trasferta interna contro il Milan, in programma per la domenica successiva.
Intanto sul piano tecnico tiene banco l'analisi tattica legata alle possibili scelte dell'allenatore, con particolare attenzione agli impieghi di Boulaye Dia e Tijjani Noslin, mentre continuano a fare notizia le dichiarazioni rilasciate dal centrocampista Fisayo Dele-Bashiru. La Lazio è chiamata a reagire e raccogliere punti vitali in una cornice che si preannuncia tutt'altro che ordinaria.



















