Un tocco di braccio che sta facendo discutere l'intera comunità arbitrale italiana e non solo. L'episodio risale a Genoa-Roma, quando il difensore ucraino Malinovskyi viene colpito dal tiro di Koné dopo una precedente deviazione su coscia e addome. L'arbitro Colombo decide di non fischiare il rigore, mentre il collega al VAR Mazzoleni si limita a un silent-check senza intervento. La Roma protesta sia durante la gara che successivamente, con buone ragioni secondo gli esperti.

La situazione è diventata così significativa che il designatore Gianluca Rocchi ha deciso di inserire l'accaduto nei videoquiz settimanali proposti agli arbitri di tutta Italia. Un segnale chiaro che l'episodio meritava approfondimento e rappresenta una casistica complessa, che richiede interpretazione anche tra gli addetti ai lavori. Durante la trasmissione Open VAR su DAZN, il vice di Rocchi Tommasi presenterà ufficialmente il punto di vista della Commissione Arbitri.

Dall'analisi del replay emerge che il pallone colpisce prima la coscia sinistra, poi l'addome del giocatore giallorosso, per concludere infine sul braccio destro di Malinovskyi in posizione di opposizione. Nonostante la doppia deviazione, la norma vigente prevede un'interpretazione severa in questi casi: il braccio in opposizione è considerato "più punibile che no", anche quando preceduto da altre parti del corpo. Una zona grigia che potrebbe cambiare già nella prossima stagione secondo gli addetti ai lavori.

Ma non è l'unico episodio controverso della sfida ligure-capitolina. Sempre la Roma avrebbe dovuto ottenere un rigore per l'abbraccio di Ellertsson su N'Dicka, fallo che sarebbe dovuto essere sanzionato direttamente in campo dall'arbitro e non mediante revisione VAR. Questo episodio non rientrerà nell'analisi televisiva di Open VAR, ma rappresenta comunque un errore nella gestione della gara.

In questo fine settimana calcistico, altri episodi di mani e contatti finiscono sotto la lente d'ingrandimento: il tocco di braccio di Ricci in Milan-Inter viene confermato come correttamente non fischiato, mentre rimane da chiarire il fallo su Sanabria nella conclusione di Lecce-Cremonese. La stagione continua a evidenziare l'importanza di una gestione consapevole delle regole sul contatto di braccio, tema che resta uno dei più discussi nel calcio moderno.