Il Mondiale 2026 rischia seriamente di partire senza una delle sue sedi principali negli Stati Uniti. La cittadina di Foxborough, nel Massachusetts, con meno di 19mila abitanti, ha messo in discussione l'intera organizzazione delle gare previste al Gillette Stadium portando avanti uno scontro che coinvolge il piccolo comune, gli organizzatori locali e la società proprietaria dell'impianto sulla gestione dei costi legati alla sicurezza dell'evento.
Al centro della controversia c'è una cifra precisa: 7,8 milioni di dollari. Il consiglio comunale sostiene che nessuno ha mai firmato un accordo ufficiale che prevedesse l'accoglienza della Coppa del Mondo e teme che il peso finanziario dell'operazione sicurezza finisca per gravare sulle spalle dei residenti, un carico che il bilancio locale non è in grado di sopportare. D'altra parte il comitato Boston 26 e la Kraft Sports & Entertainment, società che controlla lo stadio, assicurano che i fondi arriveranno principalmente da sovvenzioni pubbliche federali, enti statali e sponsor privati. Il problema è che il denaro non è ancora arrivato, alimentando la sfiducia delle autorità locali.
Gli organizzatori hanno già messo insieme circa 2 milioni di dollari e affermano di contare su oltre 30 milioni provenienti da diverse fonti pubbliche e commerciali. Cifre importanti sulla carta, ma che finora non hanno convinto chi amministra il comune. Foxborough richiede rassicurazioni concrete prima di rilasciare la licenza necessaria per l'evento: senza garanzie di copertura finanziaria preventiva, la scure potrebbe abbattersi sugli incontri programmati in Massachusetts, compresi un quarto di finale e sei altre partite della fase a gironi.
Il nodo verrà sciolto il 17 marzo, data in cui il consiglio comunale voterà sulla concessione del permesso richiesto dalla FIFA. Se le parti non dovessero trovare un'intesa entro quella scadenza, le conseguenze potrebbero essere serie: le gare previste nel Massachusetts andrebbero annullate, costringendo gli organizzatori a trovare soluzioni alternative in extremis e creando un danno organizzativo notevole per il torneo mondiale.

















