Il palcoscenico dei Mondiali di Vancouver ha restituito al calcio internazionale un Jonathan David in uno stato di grazia assoluto, capace di trascinare il Canada con una prestazione da vero trascinatore. L'attaccante di proprietà della Juventus ha messo a segno una tripletta d'autore nel netto 6-0 contro il Qatar, mettendo in mostra tutto il repertorio che a Torino si era visto solo a sprazzi. La sua serata magica è iniziata con un destro al volo di rara potenza per il raddoppio, seguita da una zampata da rapace d'area dopo una respinta corta del portiere avversario, per poi concludersi con una splendida girata di sinistro in diagonale. Rapidità, senso della posizione e una precisione chirurgica hanno caratterizzato una prova che sembrava voler rispondere direttamente alle critiche piovute nell'ultima stagione di Serie A.

Proprio la cattiveria agonistica mostrata in nazionale rappresenta quel salto di qualità che Luciano Spalletti aveva invocato a gran voce durante tutto l'anno all'Allianz Stadium. Il tecnico toscano, con il suo stile comunicativo inconfondibile, aveva coniato l'espressione «sbam» per spiegare cosa mancasse a David sotto porta: un impatto violento e deciso con il pallone, capace di trasformare i numerosi cross prodotti dalla squadra in gol pesanti. Spalletti aveva sottolineato come, per liberarsi nella gioia del gol, fosse necessario arrivare sulla palla con più forza e determinazione, evitando quella timidezza che spesso aveva condizionato le prestazioni del canadese in maglia bianconera. «Siamo poco cattivi, siamo poco feroci», ripeteva spesso l'allenatore, cercando di scuotere un centravanti apparso talvolta troppo rinunciatario nei momenti cruciali delle partite.

I numeri con la maglia della nazionale canadese raccontano però una storia diversa rispetto a quella vissuta in Italia: con 42 reti in 79 presenze, David viaggia alla media impressionante di un gol ogni 142 minuti. In patria, il calciatore sembra godere di una fiducia incondizionata e di una pressione mediatica meno asfissiante, fattori che gli permettono di muoversi con maggiore libertà tattica accanto a un partner d'attacco fisico come Larin. Nonostante le critiche ricevute dai media locali dopo un debutto opaco contro la Svizzera, David ha mantenuto la calma dichiarando: «Vieni criticato quando non segni, ma questa è la vita di un attaccante. Giocare su questo campo è stato incredibile; dopo ogni gol il tifo diventava più forte e ti trasmetteva ancora più fame e determinazione per segnare quello successivo». Anche il commissario tecnico Marsch ha sempre difeso il suo pupillo, ribadendo come il ragazzo abbia sempre segnato molto per la squadra nazionale.

Tuttavia, questa improvvisa esplosione mondiale non sembra destinata a cambiare i piani della dirigenza della Juventus per il prossimo futuro. Nonostante i segnali di risveglio, il club bianconero pare intenzionato a capitalizzare il valore del cartellino del giocatore proprio sfruttando la vetrina internazionale. La prima stagione in Serie A è stata considerata poco esaltante e la necessità di fare cassa per finanziare nuovi innesti spinge la società verso la cessione. La tripletta al Qatar potrebbe quindi rivelarsi il miglior biglietto da visita possibile per attirare acquirenti internazionali, permettendo alla Juventus di recuperare l'investimento fatto o addirittura di generare una plusvalenza. Il destino di David appare dunque segnato: una brillante parentesi mondiale che, paradossalmente, potrebbe accelerare il suo addio definitivo alla Torino bianconera.