Il Betis ha finalmente trovato la soluzione per rendere economicamente sostenibile il mastodontico progetto di riqualificazione dello stadio Benito Villamarín. Attraverso un processo collaborativo con Acciona, la società andalusa è riuscita a contenere i costi entro il budget di 262 milioni di euro, dopo che le offerte iniziali avevano minacciato di far lievitare la spesa ben oltre i 360 milioni.

La storia parte da lontano. Lo scorso settembre il Betis aveva indetto una gara d'appalto per le opere di rinnovamento dello stadio, ma l'unica proposta ricevuta aveva subito gettato nel panico i dirigenti: una sola offerta, quella di una nota costruttrice, attestava il costo della sola parte edile attorno ai 260 milioni. Aggiungendo le altre voci di bilancio – equipaggiamenti, onorari professionali, contingenze, accantonamenti e costi finanziari – il totale complessivo avrebbe sfondato il tetto dei 360 milioni, ben al di là dalle possibilità economiche del club.

Da qui la decisione del Consiglio di Amministrazione di cambiare strategia. A dicembre, durante l'Assemblea Generale Ordinaria, il presidente Ángel Haro ha presentato un ripianamento finanziario del progetto fissando la spesa totale a 262 milioni, ripartiti in questo modo: 163 milioni per le opere vere e proprie, 23 milioni per gli equipaggiamenti, 16 milioni di onorari, 20 milioni per imprevisti e variazioni, 10 milioni per consulenze e pratiche burocratiche, 19 milioni di interessi finanziari e 10 milioni di fondo di riserva. Un esercizio di razionalizzazione che ha portato a ridurre drasticamente la voce costruttiva rispetto all'offerta iniziale.

Ora il club ha svelato il colpo di scena: l'intesa collaborativa con Acciona consente di abbassare ulteriormente i costi della sola fase costruttiva fino a circa 170 milioni di euro, un risparmio complessivo di quasi 90 milioni. Come anticipato da alcuni organi di stampa spagnoli, il metodo utilizzato prevede una revisione meticolosa, punto per punto, di ogni elemento dell'opera, ottimizzando i processi costruttivi senza intaccare gli standard qualitativi prefissati.

Il nuovo Villamarín dovrebbe essere inaugurato entro maggio 2028 e rappresenterà uno dei principali investimenti infrastrutturali del calcio spagnolo degli ultimi anni. Il finanziamento prevede il ricorso ai fondi CVC, con il resto della cifra verosimilmente coperto da altre forme di finanza strutturata, probabilmente anche attraverso istituti internazionali come Goldman Sachs, dettagli ancora in via di definizione secondo quanto trapelato.