La FIFA ha di fatto chiuso la porta alla possibilità di spostare le gare della nazionale iraniana dal territorio americano, nonostante le pressioni diplomatiche emerse negli ultimi giorni. Un portavoce dell'organo mondiale del calcio ha dichiarato che l'organizzazione rimane "in attesa che tutte le squadre partecipanti giochino secondo il calendario già annunciato" dopo il sorteggio dei gironi tenutosi a dicembre scorso.
La questione era emersa in seguito alle dichiarazioni del presidente della Federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, il quale aveva affermato di essere "in negoziazione" con la FIFA per spostare le sfide della propria squadra fuori dal territorio statunitense, a causa delle tensioni geopolitiche. Anche il presidente americano Donald Trump aveva commentato pubblicamente la situazione, sostenendo che non ritenesse "appropriato" per l'Iran giocare in America "per la propria sicurezza personale".
L'Iran è infatti programmato per disputare tutte e tre le partite della fase a gironi negli Stati Uniti, con il debutto previsto a Los Angeles il 15 giugno contro la Nuova Zelanda. Taj aveva suggerito il Messico, co-ospitante della rassegna mondiale 2026, come location alternativa. Tuttavia, il comunicato ufficiale FIFA ribadisce il regolare contatto con tutte le federazioni associate, compresa l'Iran, per i preparativi dell'evento.
Secondo la normativa FIFA, l'organizzazione possiede effettivamente il diritto di cancellare, riprogrammare o trasferire una o più partite "per qualsiasi motivo a sua esclusiva discrezione, inclusi casi di forza maggiore o preoccupazioni legate a salute, sicurezza o security". Nonostante questa possibilità regolamentare sia teoricamente disponibile, la posizione ufficiale suggerisce una volontà di mantenere lo status quo.
Andrew Pragnell, amministratore delegato della Federazione calcistica neozelandese, ha commentato il tema con scetticismo, dichiarando ai media locali che dubitava fortemente di un possibile trasferimento. Nella stessa direzione anche l'allenatore della Nuova Zelanda, Darren Bazeley, che ha confermato come la sua squadra continui a prepararsi per affrontare l'Iran nel programma previsto, pur ammettendo che eventuali modifiche verrebbero gestite a livelli gerarchici superiori.

















