Una notte da incubo quella tra lunedì e martedì per Neil El Aynaoui e i suoi familiari. Intorno alle tre del mattino, una banda organizzata di sei individui armati ha fatto irruzione nella villa del centrocampista della Roma situata a Castel Fusano, la zona nord della capitale dove risiedono numerosi calciatori della società giallorossa e della Lazio. I malintenzionati hanno sfondato una finestra del salotto, rimuovendo con decisione le grate di protezione, e si sono presentati con le armi in pugno davanti agli occupanti della casa.
Secondo quanto riportato da fonti qualificate, El Aynaoui è stato il primo ad accorgersi di ciò che stava accadendo. Il centrocampista, insieme a sua madre, suo fratello e i rispettivi compagni, è stato costretto in una stanza del piano superiore dai rapinatori. Nel frattempo, i sei individui si sono dedicati al saccheggio della proprietà, asportando gioielli dal valore stimato intorno ai diecimila euro, un prezioso orologio Rolex e una collezione di borse griffate di elevato valore commerciale.
La brutta avventura di El Aynaoui non rappresenta purtroppo un caso isolato negli ultimi anni nella capitale. La comunità calcistica romana ha dovuto affrontare numerosi episodi similari: Wesley, Mario Gila e Mario Vecino hanno subito furti e rapine, mentre tornando indietro nel tempo anche Mattia Zaccagni, Toma Basic, Chris Smalling, Phillipe Mexes e Christian Panucci hanno vissuto esperienze analoghe. Una situazione che preoccupa le società e gli stessi atleti, alimentando il dibattito sulla sicurezza nelle aree residenziali frequentate dai giocatori.
Il centrocampista ha immediatamente segnalato l'accaduto alla dirigenza giallorossa. La Roma ha deciso di non coinvolgere El Aynaoui nella seduta di allenamento prevista per martedì, una scelta comprensibile dal punto di vista umano e psicologico, considerando il trauma dell'accaduto. La sua assenza nel gruppo avrà riflessi sulla disponibilità della squadra in vista della partita di giovedì sera, quando il club capitolino affronterà il Bologna negli ottavi di finale di Europa League in una sfida dagli altissimi rischi sportivi.

















